
Acquaviva perde abitanti: lavoro, giovani e commercio al centro del confronto
Dal calo demografico alla crisi dei negozi di vicinato, dai servizi alle famiglie alle opportunità occupazionali: oltre due ore di confronto a TeleMajg sulle prospettive future di Acquaviva delle Fonti
Acquaviva delle Fonti perde abitanti e il fenomeno demografico finisce inevitabilmente per intrecciarsi con altri temi decisivi per il futuro della città: la permanenza dei giovani sul territorio, il lavoro, i servizi alle famiglie, la tenuta del commercio locale e la capacità di attrarre nuovi investimenti.
Sono stati questi i temi al centro dell’approfondimento di Majg Notizie, condotto dal direttore Luigi Maiulli su TeleMajg, nato da una riflessione pubblicata sui social sulla progressiva perdita di popolazione e sulle conseguenze che questa può determinare sulla capacità di consumo e sulla cosiddetta desertificazione commerciale.
Al confronto hanno partecipato Marco Lenoci, sindaco di Acquaviva delle Fonti; Francesca Pietroforte, consigliera comunale; Alessandro Benevento, consigliere comunale; Giacomo Abrusci, già dirigente della Corte dei Conti; Nunzio Mastrorocco, ricercatore in Modelli demografici e macro-economici.
A fornire la fotografia iniziale è stato Nunzio Mastrorocco, partendo dal quadro nazionale per arrivare progressivamente alla situazione locale.
Il dato più significativo riguarda proprio Acquaviva: nel 2001 la città contava 21.601 abitanti, mentre il dato Istat al 1° gennaio 2026 indicato durante la trasmissione è di 19.680 residenti. Il dato anagrafico comunale riportato nel corso del confronto è leggermente diverso, pari a 19.735 residenti.
In circa venticinque anni, dunque, Acquaviva ha perso oltre il 10% della propria popolazione. Nel confronto è stato inoltre evidenziato come, prendendo in considerazione periodi temporali comparabili, la diminuzione registrata ad Acquaviva risulti più marcata rispetto a quella regionale e della Città metropolitana di Bari.
Mastrorocco ha inserito il dato locale nel più ampio quadro dell’invecchiamento della popolazione italiana e della denatalità. Il tasso di fecondità indicato nel corso dell’approfondimento è di 1,18 figli per donna, molto distante dal livello di 2,1 necessario statisticamente per il ricambio generazionale.
Il confronto ha guardato anche ai comuni vicini. Tra i casi richiamati quello di Cassano delle Murge, indicato come una delle poche realtà del territorio barese che negli ultimi anni ha registrato una crescita demografica.
Giacomo Abrusci ha allargato la riflessione al fenomeno dello spopolamento che interessa in particolare il Mezzogiorno. La riduzione della popolazione, ha osservato, rischia di alimentare un processo circolare: la mancanza di opportunità spinge soprattutto i giovani a cercare lavoro altrove e una popolazione più ridotta rende a sua volta più difficile mantenere servizi essenziali e opportunità sul territorio.
Nel corso del suo intervento sono stati richiamati anche gli strumenti a disposizione delle istituzioni, gli incentivi all’occupazione giovanile, le politiche di coesione, la formazione professionale, la digitalizzazione e il sostegno alle piccole e medie imprese.
Sul versante dell’amministrazione, Alessandro Benevento ha sottolineato come il problema demografico non possa essere separato dai profondi cambiamenti negli stili di vita, nell’accesso al lavoro e nelle abitudini di consumo.
Particolare attenzione è stata riservata alla zona industriale di Acquaviva e alla possibilità di favorire l’espansione delle aziende già presenti e l’arrivo di nuovi investimenti. Benevento ha ricordato la variante che consente alle imprese di ampliare gli insediamenti e il progetto per migliorare la logistica dell’area industriale.
Nel corso dell’intervento è tornato anche il tema del possibile data center, progetto che, secondo quanto riferito dal consigliere, potrebbe determinare una ricaduta occupazionale stimata in circa 200 figure professionali di elevata specializzazione, tra cui ingegneri e informatici.
L’obiettivo indicato è creare condizioni che consentano ai giovani di trovare opportunità lavorative sul territorio, costruirsi una famiglia e scegliere di rimanere ad Acquaviva o, eventualmente, di tornarvi dopo un’esperienza fuori regione.
Francesca Pietroforte ha posto l’accento soprattutto sulle politiche sociali e sui servizi alle famiglie. La denatalità, ha sostenuto, non può essere letta esclusivamente come una questione statistica: la scelta di avere figli è legata anche alla disponibilità di servizi che permettano di conciliare famiglia e lavoro.
Da qui il confronto sugli asili nido, uno dei temi che ha maggiormente animato il dibattito. Pietroforte ha richiamato anche le esperienze di altri comuni che, pur interessati dal calo demografico, hanno scelto di investire sui servizi per l’infanzia.
Sul commercio la consigliera ha evidenziato la necessità di partire dall’ascolto degli operatori. Il negozio di vicinato, è stato sottolineato, non rappresenta soltanto un’attività economica, ma anche un presidio sociale capace di contribuire alla vitalità e alla sicurezza degli spazi urbani. Nel dibattito sono state richiamate anche possibili reti tra commercianti, amministrazione e iniziative culturali capaci di riportare persone nelle strade e nelle piazze.
Il sindaco Marco Lenoci ha riconosciuto le difficoltà attraversate dalle piccole attività commerciali, soprattutto nel settore non food e dell’abbigliamento. Prima la concorrenza dei grandi centri commerciali e successivamente la crescita dell’e-commerce hanno profondamente modificato, secondo il primo cittadino, le abitudini dei consumatori e i rapporti di forza sul mercato.
Lenoci ha evidenziato, però, come altri comparti, in particolare quello della ristorazione e del food, continuino a mostrare una certa vitalità con nuove aperture.
Secondo il sindaco, una risposta strutturale alla crisi del piccolo commercio richiederebbe anche interventi nazionali sul piano fiscale, mentre a livello comunale è possibile agire sull’attrattività urbana, sulla valorizzazione del centro storico e sulla creazione delle condizioni favorevoli all’insediamento di nuove attività.
Proprio il centro storico viene indicato come una delle possibili leve per il futuro: riqualificazione degli spazi, comunicazione, attrattività e nuovi investimenti potrebbero contribuire a riportare attività economiche e residenti nel cuore antico della città.
Nel corso della trasmissione si è sviluppato anche un confronto diretto tra maggioranza e opposizione sulla situazione degli asili nido comunali e sulle politiche per l’infanzia.
Il sindaco ha annunciato che il nido comunale in corso di realizzazione presso la scuola De Sanctis dovrebbe entrare in funzione all’inizio di gennaio, ricostruendo anche le difficoltà tecniche incontrate per salvaguardare il finanziamento e le problematiche legate alla gestione del servizio.
Un tema che ha evidenziato quanto il problema demografico non possa essere affrontato attraverso una singola misura, ma richieda un insieme di politiche: occupazione, servizi per l’infanzia, casa, qualità urbana, sostegno alle attività economiche e capacità di rendere la città attrattiva anche per chi potrebbe scegliere di trasferirvisi.
Il dato dal quale si è partiti rimane, dunque, quello più difficile da ignorare: Acquaviva è scesa sotto la soglia dei 20mila abitanti e in circa venticinque anni ha perso quasi duemila residenti.
Ma le oltre due ore di dibattito hanno mostrato anche quanto sia complesso individuare una sola causa e, soprattutto, una sola soluzione.
Denatalità, emigrazione giovanile, opportunità di lavoro, servizi alle famiglie, commercio online, trasformazione dei consumi, attrattività del centro storico e investimenti produttivi sono parti di uno stesso problema.
Un confronto che TeleMajg ha annunciato di voler proseguire, partendo ancora dai numeri e mettendo attorno allo stesso tavolo competenze tecniche, amministratori e rappresentanti della comunità.
L’approfondimento dedicato al calo demografico, al futuro dei giovani e alle ricadute sul commercio e sull’economia locale in onda questi giorni su TeleMajg – Canale 79 del digitale terrestre.
La puntata in programmazione:
Lunedì 28 settembre – ore 20:00
Martedì 29 settembre – ore 12:00
Mercoledì 30 settembre – ore 9:30
Giovedì 1 ottobre – ore 16:25





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