
Don Mimmo Natale
Don Mimmo Natale, 22 anni di comunità e un nuovo cammino a Molfetta
Il parroco di Santa Maria Maggiore si racconta nell’intervista con Gino Maiulli, direttore di TeleMajg: il lungo percorso vissuto ad Acquaviva delle Fonti, l’esperienza della Bottega del Cuore, l’impegno sui temi sociali e il passaggio al Seminario regionale di Molfetta. «Non vivete con la retromarcia inserita», il messaggio lasciato alla comunità
Ventidue anni non si possono racchiudere soltanto in un bilancio. Sono incontri, volti, scelte, progetti, momenti difficili e pagine di vita condivisa con un’intera comunità.
Don Mimmo Natale, parroco di Santa Maria Maggiore di Acquaviva delle Fonti, li ha ripercorsi nell’intervista realizzata da Gino Maiulli, direttore di TeleMajg, alla vigilia di un cambiamento importante che lo porterà a Molfetta per un nuovo servizio nella formazione dei futuri sacerdoti.
«Si ringrazia, si loda il Signore per il dono della vita, si chiede perdono e si continua il cammino». È da queste parole che prende avvio il racconto di don Mimmo. Un modo per leggere il passaggio che sta vivendo non come una rottura, ma come una nuova stagione dopo 22 anni che, racconta, «sono volati» perché pieni di storie, vita, domande e concretezza.
Il lungo ministero a Santa Maria Maggiore non è stato infatti caratterizzato soltanto dall’attività strettamente parrocchiale. Don Mimmo ha ricordato una comunità capace di accompagnarlo anche negli impegni diocesani ed extradiocesani, assumendosi responsabilità e continuando il proprio cammino anche quando il parroco era impegnato altrove. Una comunità che definisce «matura, generosa e responsabile».
Tra le esperienze più significative c’è certamente La Bottega del Cuore, che ha raggiunto i dieci anni di attività.
La sua nascita, ha spiegato don Mimmo, affonda le radici in un normale mese missionario. Dalla riflessione con i giovani sulle disuguaglianze, sul commercio equo e solidale, sul rispetto del lavoro e dell’ambiente nacque prima un banchetto e successivamente l’idea di creare uno spazio stabile.
Un percorso che portò all’utilizzo di un bene confiscato alle mafie e alla nascita della Bottega. Un’esperienza che, nelle parole del sacerdote, dimostra la «forza profetica delle piccole cose»: partire da un piccolo seme per provare concretamente a costruire un modello differente.
Legalità, ambiente, solidarietà, partecipazione civica e bene comune sono così entrati nel percorso pastorale. Non temi estranei alla fede, secondo don Mimmo, ma conseguenza di una concezione del Vangelo capace di entrare nella storia e nella vita quotidiana.
Da qui anche il dialogo con le istituzioni, le iniziative di formazione e partecipazione, le collaborazioni con associazioni e realtà sportive e l’attenzione ai quartieri. Una Chiesa, dunque, che non si limita alle proprie mura ma prova a costruire relazioni e reti sul territorio.
Nell’intervista con Gino Maiulli lo sguardo si è poi spostato sul futuro della città.
Tra le urgenze indicate da don Mimmo ci sono il lavoro, l’occupazione e soprattutto la necessità di creare condizioni che consentano ai giovani di restare sul territorio o di ritornarvi.
Il sacerdote invita a valorizzare maggiormente le risorse locali: agricoltura, qualità del cibo, patrimonio artistico, turismo e identità del territorio. Una prospettiva che richiede però un lavoro comune tra Chiesa, associazioni, cittadini, imprese e istituzioni.
Particolare attenzione viene riservata anche alle nuove generazioni e al loro progressivo allontanamento dalla fede. Per don Mimmo la risposta passa dalla capacità delle comunità ecclesiali di lavorare realmente insieme, superando divisioni e sviluppando quella sinodalità di cui molto si parla ma che deve diventare esperienza concreta.
Ora si apre una pagina nuova.
Don Mimmo tornerà nell’ambiente del seminario, che definisce il suo «primo amore». Prima ancora di diventare sacerdote aveva infatti iniziato un’esperienza educativa nel seminario minore, diventandone successivamente vicerettore per sei anni. Durante i 22 anni trascorsi a Santa Maria Maggiore è inoltre proseguita l’attenzione alle vocazioni e l’accoglienza dei seminaristi di teologia di Molfetta per le loro esperienze pastorali.
Il nuovo incarico assume quindi un significato particolarmente importante: contribuire alla formazione dei sacerdoti del futuro della Puglia.
Una responsabilità che don Mimmo affronta senza nasconderne la delicatezza. Formare significa entrare in contatto con l’interiorità, le fragilità e le domande dei giovani, rispettandone sempre libertà e maturazione personale.
Il trasferimento rappresenterà anche un cambiamento concreto nella vita quotidiana: lasciare la casa canonica, consegnare le responsabilità accumulate in tanti anni e tornare alla vita comunitaria del seminario. «È un nuovo inizio reale», ha spiegato.
C’è infine un messaggio che don Mimmo lascia a Santa Maria Maggiore.
Alla comunità chiede di non commettere l’errore di «vivere con la retromarcia inserita», confrontando continuamente ciò che verrà con ciò che è stato. L’invito è invece ad accogliere il nuovo parroco con lo stesso stile di apertura e accoglienza maturato negli anni.
Il cambiamento, ricorda, può portare «nuove energie», uno sguardo differente e quella ventata di aria nuova che impedisce a una comunità di diventare immobile.
Non è dunque un addio ad Acquaviva. Don Mimmo continuerà a mantenere il legame con la sua terra e proseguirà anche il proprio incarico regionale nella Pastorale sociale e del lavoro.
«Resto un figlio di questa terra», ha ricordato al termine dell‘intervista.
E forse proprio queste parole sintetizzano meglio di ogni altra cosa il senso del passaggio: si conclude un lungo servizio da parroco a Santa Maria Maggiore, ma non il rapporto costruito in 22 anni con Acquaviva e con la sua comunità. Un cammino prosegue e un altro sta per cominciare.
Questa sera domenica 13 settembre TeleMajg canale 79 trasmetterà in diretta alle ore 19:30 dalla Parrocchia Santa Maria Maggiore di Acquaviva delle Fonti la Celebrazione Eucaristica di ringraziamento per il ministero di parroco di don Mimmo Natale.





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