
Quando la libertà diventa inciviltà
Nei pressi del cimitero comunale di Acquaviva c’è una vera e propria discarica di materiali di vario genere
Immagini che dovrebbero indignare tutti, quelle a ridosso del Cimitero comunale di Acquaviva delle Fonti.
Qui non siamo davanti a un semplice problema di decoro urbano: siamo davanti all’inciviltà di pochi che produce un danno enorme alla collettività, al territorio e all’ambiente.
Ma c’è anche un’altra questione sulla quale sarebbe opportuno riflettere.
Negli anni, nel nome della semplificazione e della liberalizzazione, molte procedure nel settore edilizio sono state alleggerite. Meno adempimenti, meno certificazioni, meno passaggi burocratici possono certamente rendere più semplice realizzare determinati interventi.
Ma semplificare non può significare rinunciare ai controlli.
Perché quando le regole diventano meno rigorose e contemporaneamente i controlli sul territorio non sono sufficienti, esiste il rischio che qualcuno interpreti la libertà concessa come libertà di fare ciò che vuole.
E i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti: materiali abbandonati, territorio deturpato, ambiente compromesso e costi che alla fine ricadono sulla collettività.
Chi fa le leggi dovrebbe guardare lontano.
Prima di eliminare una certificazione, una verifica o un obbligo progettuale, bisognerebbe chiedersi se quella norma rappresenta davvero un inutile appesantimento burocratico oppure costituisce una garanzia per la tutela del territorio e dell’ambiente.
La semplificazione è giusta quando elimina la burocrazia inutile.
Diventa pericolosa quando elimina le garanzie.
E contro l’inciviltà di pochi non possiamo permetterci di rendere più facile danneggiare il territorio di tutti.





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