
Antonio Castellucci segretario generale Cisl Puglia
Sicurezza sul lavoro, in Puglia cresce l’allarme nel 2026
Nel primo bimestre 2026 aumentano in Puglia le denunce di malattie professionali e infortuni sul lavoro, con crescita soprattutto nei settori industriale e agricolo. Preoccupano i dati su patologie muscoloscheletriche e sugli incidenti in itinere, mentre calano i casi mortali. La Cisl chiede interventi strutturali, più prevenzione e un Patto regionale per rafforzare la sicurezza
Nei primi due mesi del 2026 torna a crescere la preoccupazione per la salute e la sicurezza dei lavoratori pugliesi. I dati relativi a malattie professionali e infortuni delineano infatti un quadro che, settimana dopo settimana, assume i contorni di una vera emergenza.
Secondo quanto evidenziato dal segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, le segnalazioni di malattie professionali hanno registrato un incremento significativo: dalle 1.731 denunce del primo bimestre 2025 si è passati a 1.955 nello stesso periodo del 2026. A incidere maggiormente su questo aumento sono soprattutto i comparti dell’industria e dell’agricoltura.
Nel dettaglio, crescono in modo marcato alcune patologie: quelle del sistema nervoso passano da 106 a 132 casi, mentre le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo salgono da 907 a 1.111 segnalazioni, con un incremento del 22,4%. A livello territoriale, le province più colpite restano Taranto e Lecce, rispettivamente con 684 e 368 denunce. Seguono Bari (304), Brindisi (287), Foggia (242) e la Bat (70).
Particolare attenzione merita anche l’aumento delle denunce relative a malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche, un segnale che potrebbe riflettere nuove esposizioni a rischi professionali o mutamenti nelle condizioni lavorative. Se gli uomini continuano a rappresentare la quota maggiore dei casi, si registra però una crescita dell’incidenza anche tra le donne, sempre più presenti in settori tradizionalmente maschili. Un cambiamento che, secondo la Cisl, impone un adeguamento delle politiche di prevenzione per garantire tutele più mirate ed eque.
Parallelamente, anche il fronte degli infortuni sul lavoro presenta criticità. Le denunce complessive sono aumentate, passando da 4.254 a 4.321. Di queste, 1.643 riguardano lavoratrici e 2.678 lavoratori. In aumento anche gli incidenti in itinere, saliti da 493 a 566, un dato che richiama l’urgenza di interventi sulla sicurezza stradale e di campagne di sensibilizzazione dedicate agli spostamenti casa-lavoro.
Un segnale parzialmente positivo arriva dal calo degli infortuni mortali, scesi da 9 a 6. Tuttavia, sottolinea Castellucci, la maggior parte di questi episodi continua a verificarsi durante l’attività lavorativa, evidenziando la necessità di una revisione profonda dei protocolli di sicurezza.
Da qui l’appello alle istituzioni e agli organismi di controllo affinché vengano rafforzate le misure di prevenzione, puntando anche su formazione e cultura della sicurezza fin dalle scuole. Centrale, inoltre, il ruolo della contrattazione – soprattutto decentrata – e della partecipazione dei lavoratori nelle scelte aziendali.
L’obiettivo, conclude la Cisl Puglia, è superare la logica dell’emergenza e costruire una strategia strutturale condivisa, attraverso un Patto regionale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Un percorso che metta al centro la qualità dell’occupazione e riconosca sicurezza e salute non come costi, ma come investimenti fondamentali per lo sviluppo.





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