
Professor Franco Chiarulli
Il lascito del professor Franco Chiarulli: conoscenza, territorio e condivisione
Acquaviva delle Fonti si stringe nel ricordo di Franco Carulli, figura centrale della vita culturale cittadina, scomparso nei giorni scorsi. Non si tratta soltanto della perdita di uno studioso o di un insegnante, ma di un punto di riferimento che ha contribuito, in maniera concreta e silenziosa, alla crescita della comunità acquavivese. Il ricordo su…
Parlare del professor Franco Chiarulli significa parlare di Acquaviva stessa. Le sue ricerche, i suoi studi, le sue passioni — dalla geologia alla musica, dall’archeologia alla storia locale — sono sempre stati profondamente radicati nel territorio. Un territorio che non ha mai smesso di osservare, studiare e raccontare, con l’obiettivo di comprenderlo e, soprattutto, di trasmetterne il valore alle nuove generazioni.
Acquaviva, attraverso il suo lavoro, è diventata non solo luogo geografico, ma spazio di conoscenza e identità. Le lame, la falda idrica, i trulli, i codici liturgici della Cattedrale: ogni elemento del patrimonio locale è stato per lui occasione di studio, ma anche strumento di condivisione. Perché il sapere, secondo Chiarulli, non doveva restare chiuso, ma essere diffuso, discusso, vissuto.
E proprio nella condivisione si riconosce uno degli aspetti più profondi del suo legame con la città. Non era uno studioso distante, ma una presenza viva nella comunità: disponibile al dialogo, pronto ad accompagnare giovani studenti, appassionati e colleghi in percorsi di ricerca e scoperta.
Subito dopo la notizia della sua scomparsa, a testimoniarlo, sono state soprattutto le parole dei più giovani. Sui social, nei messaggi, nei ricordi condivisi, è emerso un tratto chiaro: Franco Chiarulli ha saputo parlare alle nuove generazioni. Ha seminato curiosità, senso critico, amore per il territorio. E questo, oggi, rappresenta forse la sua eredità più grande.
Acquaviva perde una figura di grande valore, ma conserva un patrimonio umano e culturale che continuerà a vivere proprio grazie a chi ha avuto la fortuna di incontrarlo. Perché il suo insegnamento non era fatto solo di nozioni, ma di metodo: osservare, comprendere, verificare e poi condividere.
La redazione dell’emittente televisiva locale TeleMajg ha proposto in questi giorni un approfondimento del telegiornale al quale hanno partecipato Pasquale Cordasco già docente dell’Università degli Studi di Bari, il M° Pierluigi Castellaneta organista e compositore, Antonio D’Ottavio ingegnere civile e Francesco Abrusci.
Chi volesse seguire la trasmissione può farlo sintonizzandosi su TeleMajg canale 79 del digitale terrestre della Puglia venerdì 17 aprile alle ore 23:30 – sabato 18 aprile ore 20:00 – lunedì 20 aprile ore 9:30 e 16:00. Anche su App TeleMajg, Facebook e YouTube.





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