Da Acquaviva ad Assisi: un cammino di fede per chi cura il prossimo

Dal 12 al 14 dicembre 2025 un gruppo di 37 operatori sanitari del Miulli di Acquaviva delle Fonti, guidati dal dottor Gino Scalese e accompagnati da don Andrea Wisniewski, ha vissuto un intenso pellegrinaggio ad Assisi. Un’esperienza di fede, fraternità e riflessione, nata nel solco dei temi della Laudato sì, che ha offerto ai partecipanti…

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Dal 12 al 14 dicembre 2025 il dottor Gino Scalese, medico dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci) sezione di Acquaviva delle Fonti, ha vissuto insieme a un gruppo di operatori sanitari del Miulli di Acquaviva delle Fonti e ai loro famigliari un intenso pellegrinaggio ad Assisi. Un’esperienza spirituale e umana che ha coinvolto 37 persone, accompagnate da don Andrea Wisniewski.

Questo pellegrinaggio non è stato altro che la prosecuzione naturale al congresso Amci dedicato alla Laudato sì, l’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. In quell’assise era emersa la necessità di promuovere educazione, responsabilità politica e conversione ecologica per tutelare il valore, la dignità e il benessere dell’essere umano e del creato. Tutti – cultura, scienza e religione – sono chiamati a contribuire con responsabilità morale e civile.

E’ stato scelto di raggiungere la città umbra in treno, un mezzo di trasporto sostenibile e meno impattante sull’ambiente, coerente con il messaggio di rispetto per il creato.
«Il viaggio stesso è diventato parte dell’esperienza – racconta il medico Gino Scalese – Grazie all’organizzazione dell’ufficio gruppi di Trenitalia, i partecipanti hanno potuto condividere una carrozza del Frecciarossa, trasformando il tragitto in un momento di fraternità: tra chiacchiere, risate, giochi e momenti di preghiera guidati da don Andrea, il tempo è volato. Nonostante lo sciopero nazionale dei treni previsto proprio il 12 dicembre, il gruppo ha deciso di partire comunque, affidandosi alla Provvidenza. Una scelta coraggiosa che è stata premiata: i treni sono stati puntuali e il viaggio si è svolto senza alcun problema».

Arrivati nella città di San Francesco, il gruppo ha alloggiato alla Domus Laetitiae, una struttura religiosa situata poco fuori dal centro storico. Da lì i pellegrini si sono mossi sempre a piedi, respirando appieno l’atmosfera della città e vivendo ogni momento con semplicità e condivisione, sempre seguiti da don Andrea Wisniewski.

«Il periodo natalizio – aggiunge il dott. Scalese – ha reso l’esperienza ancora più suggestiva. Assisi, con le sue luci, i paesaggi ha offerto scenari di rara bellezza. Passeggiando tra vicoli e piazze, i pellegrini hanno potuto ammirare tramonti spettacolari e paesaggi invernali mozzafiato, che hanno arricchito gli occhi oltre che il cuore, oltre che ammirare Presepi meravigliosi.
Il pellegrinaggio ha permesso di riscoprire luoghi simbolo della spiritualità cristiana: i santuari dedicati a San Francesco e Santa Chiara, ma anche la tomba del giovane Carlo Acutis, la cui testimonianza di fede ha profondamente toccato i partecipanti. Momenti di preghiera, canti spontanei e celebrazioni liturgiche hanno scandito le giornate. Particolarmente significativa è stata la Messa domenicale, celebrata insieme a un altro gruppo di pellegrini provenienti da Napoli: un momento di comunione che ha reso ancora più forte il senso di appartenenza alla stessa comunità di fede.

Il gruppo, inizialmente molto eterogeneo – continua – nel corso dei giorni si è trasformato in una piccola comunità unita. Tutti hanno condiviso momenti di spiritualità, amicizia e riflessione».

Per chi lavora ogni giorno nel mondo della sanità, a stretto contatto con la sofferenza delle persone, esperienze come questa diventano un vero nutrimento interiore.

«Il nostro lavoro è bellissimo ma anche molto impegnativo dal punto di vista umano – aggiunte il dottor Scalese –. Il paziente spesso ha bisogno anche solo di un sorriso, di una parola di conforto. Per poter donare energia e speranza agli altri bisogna prima ricaricarsi dentro».

Il pellegrinaggio ad Assisi ha lasciato proprio questo: una rinnovata carica spirituale e umana.

Un’esperienza che ha fatto bene all’anima, agli occhi e al cuore. E che ha ricordato a tutti quanto sia importante fermarsi ogni tanto, per ritrovare il senso più profondo del proprio cammino umano e professionale.

Dalla redazione un ringraziamento sincero al dott. Gino Scalese per aver voluto condividere con i nostri lettori questa esperienza di profonda fraternità.

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