
Palazzo di Città Acquaviva delle Fonti
Acquaviva, atti del bilancio annullati e riapprovati: confronto in Consiglio comunale
L’ultima seduta del Consiglio, svoltasi lunedì 2 marzo, ha acceso il dibattito politico cittadino. Al centro della discussione, l’annullamento in autotutela e la successiva riapprovazione di alcuni atti propedeutici al bilancio di previsione
Ad Acquaviva delle Fonti l’ultima seduta del consiglio comunale si è tenuta lunedì 2 marzo. Tra i punti all’ordine del giorno, l’annullamento in autotutela e la successiva riapprovazione di alcuni atti propedeutici al bilancio di previsione.
Il primo cittadino Marco Lenoci ha spiegato così quanto accaduto in aula:
«Ieri abbiamo annullato in autotutela alcuni degli atti propedeutici al bilancio: piano triennale delle opere pubbliche, piano triennale dei servizi e DUP e poi abbiamo proceduto alla riapprovazione degli stessi.
Lo abbiamo fatto per una questione di responsabilità istituzionale per evitare qualunque tipo di dubbio sulla legittimità degli atti e per poter procedere con serenità all’approvazione del bilancio di previsione.
Il prossimo Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio è fissato per il 09.03.2026 e subito dopo potremo ripartire di slancio con l’azione amministrativa per il bene della nostra comunità».
Secondo il Sindaco, dunque, la scelta di annullare e riapprovare gli atti sarebbe stata dettata dall’esigenza di garantire la piena legittimità amministrativa e di evitare possibili contestazioni, in vista dell’approvazione del bilancio fissata per il 9 marzo 2026.
La consigliera comunale di minoranza Francesca Pietroforte ha parlato invece di “una pagina difficilmente dimenticabile” per la vita istituzionale cittadina.
Secondo la Pietroforte, la maggioranza sarebbe stata costretta a fare marcia indietro su atti fondamentali, certificando – a suo dire – un fallimento politico prima ancora che amministrativo.
Viene contestata in particolare l’incapacità di garantire il numero legale su un atto centrale per l’ente e il tentativo di ripetere la votazione, scelta che avrebbe potuto esporre il Comune a potenziali contenziosi.
Il bilancio di previsione, ricorda, avrebbe dovuto essere approvato entro la fine di dicembre 2025. Il ritardo accumulato e la necessità di riapprovare gli atti preparatori vengono letti come segnali di confusione e difficoltà politica interna alla maggioranza.
«Li avevamo invitati a non seguire la procedura che poi si è rivelata sbagliata, ma sono andati avanti come un treno incuranti dei consigli che gli avevamo dato per il bene della comunità. E purtroppo questi sono i risultati.
E mentre la città aspetta risposte, l’aula consiliare si trasforma in un’arena: urla, nervosismo, minacce di querele rivolte all’opposizione ogni volta che si sollevano criticità. Ma il consiglio comunale – continua Francesca Pietroforte – non è un tribunale e governare non significa intimidire, al contrario governare significa assumersi responsabilità e dare soluzioni.
Noi abbiamo portato temi concreti: la necessità di rivedere la gestione dei servizi cimiteriali, l’aumento immotivato del canone per le lampade votive, l’avvio dei parcheggi a pagamento in modo frettoloso e senza una visione complessiva, destinati a trasformarsi nell’ennesimo peso sulle tasche degli acquavivesi. Questioni reali, che toccano la vita quotidiana delle famiglie.
In risposta, abbiamo dovuto ascoltare in aula un “compratevi il garage” rivolto ai cittadini. È questa la sensibilità sociale di chi governa? È questa l’idea di amministrazione pubblica? Non tutti possono permettersi un garage, non tutti possono sostenere aumenti continui e nuove tariffe senza un servizio migliore in cambio.
Quello che abbiamo visto è il sintomo di un’amministrazione in affanno, che perde il controllo dell’aula e con esso la credibilità politica. Una città come la nostra merita serietà nei conti, rispetto delle regole, attenzione ai più deboli e decisioni ponderate, non improvvisazione e nervosismo.
Noi continueremo – conclude – a fare la nostra parte con fermezza e determinazione, senza farci intimidire. Perché Acquaviva viene prima e soprattutto perché i cittadini meritano risposte, non spettacoli indecorosi».
L’attenzione ora è rivolta alla prossima seduta del 9 marzo 2026, quando il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare il bilancio di previsione. Un passaggio decisivo per l’amministrazione e per l’intera comunità.
Da un lato, la maggioranza rivendica senso di responsabilità e volontà di procedere con serenità; dall’altro, l’opposizione promette fermezza e controllo rigoroso degli atti.
Il confronto politico resta dunque acceso.





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