
Palazzo di Città Acquaviva delle Fonti
Acquaviva: Bilancio di previsione 2026–2028 ritirato
In Consiglio comunale contestata la votazione sul Programma triennale delle opere pubbliche. La maggioranza ritira il Bilancio di previsione 2026-2028 per ulteriori verifiche procedurali
Nel Consiglio comunale di Acquaviva delle Fonti fissato per il pomeriggio di oggi mercoledì 18 febbraio si sarebbe dovuto discutere e approvare il Bilancio di previsione 2026-2028, ultimo punto all’ordine del giorno.
La seduta consiliare si è aperta con la lettura di una nota a firma dei Consiglieri di minoranza Luca Dinapoli, Tommaso Montenegro, Francesca Pietroforte e Lorenzo Spinelli indirizzata a S.E. Francesco Russo, Prefetto di Bari. Stessa missiva per conoscenza è stata inviata al Segretario comunale, al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale di Acquaviva delle Fonti.
Nella missiva, i consiglieri Dinapoli, Tommaso Montenegro, Pietroforte e Spinelli chiedono l’intervento della Prefettura per verificare la regolarità dell’iter che ha portato in aula il Bilancio di previsione 2026-2028, ritenendo che vi siano state irregolarità nelle procedure di voto e possibili profili di incompatibilità nei ruoli ricoperti all’interno dell’Ente. L’obiettivo dichiarato è la tutela delle prerogative consiliari e la garanzia di trasparenza e legittimità degli atti.
Al centro della contestazione vi è la seduta dell’11 febbraio scorso, durante la quale si è votato il “Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028”, atto ritenuto propedeutico e presupposto fondamentale per l’approvazione del bilancio.
Secondo quanto riportato nella nota, durante la votazione con appello nominale la Segretaria comunale avrebbe dichiarato la chiusura dello scrutinio con otto voti favorevoli e nove assenti, certificando di fatto la mancanza del numero legale. In tale circostanza, sostengono i consiglieri, la votazione avrebbe dovuto considerarsi conclusa senza esito.
Dopo una sospensione dei lavori, invece, si sarebbe proceduto a un nuovo appello e alla ripetizione del voto. Una scelta su cui la minoranza nutre “forti perplessità”, ritenendola non conforme all’articolo 29 del Regolamento di Funzionamento del Consiglio comunale, che consente la ripetizione della votazione solo in caso di irregolarità tecniche che abbiano inciso sul risultato o, nella stessa seduta, in caso di parità di voti.
La mancanza del numero legale – evidenziano – non rientrerebbe tra le ipotesi previste e la ripetizione del voto potrebbe determinare la nullità della deliberazione, con possibili ripercussioni anche sulla validità del Bilancio di previsione oggi in discussione.
Un ulteriore elemento di criticità segnalato riguarda il ruolo della Segretaria comunale, che ricoprirebbe anche l’incarico di dirigente ad interim del Servizio finanziario.
Secondo i consiglieri firmatari, tale cumulo di funzioni potrebbe incidere sulla necessaria neutralità e terzietà richiesta dal Testo unico degli enti locali, poiché la stessa figura che ha curato l’istruttoria tecnica del bilancio sarebbe chiamata anche a garantire la correttezza procedurale dell’atto in sede consiliare. Una sovrapposizione che, a loro avviso, rischierebbe di compromettere il ruolo di garanzia super partes nei confronti dei consiglieri.
Nelle conclusioni, i consiglieri Dinapoli, Tommaso Montenegro, Pietroforte e Spinelli sottolineano che il Bilancio di previsione rappresenta il principale strumento di programmazione economica e politica dell’Ente e non può essere approvato in un contesto di incertezza normativa.
Per questo i firmatari chiedono al Prefetto di Bari di avviare gli opportuni accertamenti sull’iter procedurale seguito finora e di intervenire a tutela della minoranza consiliare, affinché siano assicurate la trasparenza, la legittimità degli atti e la corretta distinzione tra funzioni di gestione e di controllo all’interno del Comune.
“Nel Consiglio Comunale di oggi, la maggioranza ha ritirato il Bilancio di Previsione 2026–2028. Una scelta rilevante – dichiarano i Consiglieri comunali Pistilli e Laera – che conferma l’esigenza di approfondire alcuni aspetti procedurali già segnalati in aula consiliare.
La nostra iniziativa nasce dal dovere istituzionale di garantire che ogni atto venga adottato nel pieno rispetto delle norme e del Regolamento comunale. In particolare, abbiamo ritenuto necessario richiamare l’attenzione sulla seduta dell’11 febbraio, quando – dopo la constatazione della mancanza del numero legale – si è proceduto a una nuova votazione sul Programma dei Lavori Pubblici. Una modalità che, a nostro avviso, merita un chiarimento formale, poiché l’Articolo 29 del Regolamento non contempla la ripetizione del voto in situazioni di questo tipo.
Il ritiro del documento consente ora di affrontare con maggiore chiarezza ogni aspetto tecnico e procedurale, nell’interesse esclusivo della comunità. La nostra azione – concludono – non è mai stata animata da contrapposizione sterile, ma dal senso di responsabilità che la legge attribuisce a chi siede in Consiglio”.
Il consigliere comunale di maggioranza Franco Montenegro, con delega al Bilancio, interviene per chiarire quanto accaduto in merito all’approvazione dello schema delle opere pubbliche triennali, oggetto di una contestazione sollevata dalla minoranza.
Secondo quanto spiegato da Montenegro, la minoranza ha presentato una nota – letta in Aula dalla consigliera Pietroforte – con la quale si mette in discussione la validità dell’approvazione del provvedimento. La contestazione riguarda la prima votazione avvenuta in Consiglio comunale, l’11 febbraio scorso, quando non sarebbe stato raggiunto il numero legale.
“In quella circostanza – spiega il Consigliere – i voti favorevoli furono otto, mentre gli altri consiglieri risultavano assenti. Non essendoci il numero legale, come previsto dal regolamento, abbiamo sospeso la seduta”.
Dopo una pausa di quindici minuti, il quorum è stato ricostituito e i lavori sono ripresi regolarmente. In Aula, riferisce Montenegro, erano presenti anche i rappresentanti della minoranza e il provvedimento è stato quindi approvato.
Nonostante ciò, alla luce della nota di contestazione odierna, la maggioranza ha scelto di ritirare temporaneamente l’atto del Bilancio di Previsione 2026–2028 per consentire ulteriori verifiche tecniche e procedurali. “Abbiamo deciso di approfondire la questione e riproporre il provvedimento in una successiva seduta”, ha dichiarato il consigliere con delega al Bilancio.
La maggioranza di governo si riunirà giovedì 19 febbraio per entrare nel merito della vicenda e approfondire le motivazioni che hanno portato al ritiro dell’atto.
Nel corso della stessa seduta consiliare sono stati invece regolarmente discussi e approvati altri punti all’ordine del giorno: il regolamento per il funzionamento della consulta comunale permanente per i servizi sociali e il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), elaborato secondo i criteri del nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia.
La questione relativa allo schema delle opere pubbliche triennali tornerà dunque presto all’attenzione del Consiglio comunale, dopo i necessari approfondimenti tecnici.





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