
Nicola e Valeria Vetrano
Nicola Vetrano L’eternità di mio padre
Nel ricordo della figlia Valeria, la vita e l’eredità artistica di Nicola Vetrano, maestro d’arte scomparso nel 2015. Dall’infanzia trascorsa nel suo atelier alla catalogazione delle opere, fino all’evento commemorativo del 30 agosto 2025, un racconto di arte, umanità e memoria condivisa
In questo giorno importante, non solo a livello storico per la proclamazione dell’Armistizio del 1943 ma anche personale, in quanto ricorre il compleanno di Nicola Vetrano nato nel 1954, il primo ricordo di mio padre riaffiora alla memoria mentre ascolto allo stereo una registrazione su cassetta da lui realizzata quando avevo tre anni e in cui io “mangio” letteralmente il microfono e lui si presta pazientemente all’interpretazione sonora degli animali che, nell’immaginario di una bambina, popolano la canzone “Nella vecchia fattoria”. Anche questo era mio padre, Nicola Vetrano, rievocato dai miei innumerevoli ricordi di figlia.
Dal mio iniziale e puerile punto di vista, la figura di padre e quella di artista erano coincidenti in quanto pittura, musica, disegno, racconti, tranquillità e umanità facevano parte di questo individuo per me allo stesso tempo mitologico e sorprendente: papà. Rivivo, come se stessi registrando la scena in questo istante con una telecamera analogica, la memoria di me mentre gioco nello studio, al sapore di trementina, immaginando percorsi avventurosi su un’isola vulcanica e ripari di fortuna nella foresta, creati giocando con i cuscini del divano, mentre papà dipinge concentrato, attorniato da pennelli e tubetti di colori ad olio e ascoltando le musiche di Battiato, Branduardi o dei Dire Straits… Queste atmosfere un po’ bohémienne e un po’ paterne hanno segnato un connubio tra arte ed essere umano che è stato indissolubile sin dalla mia lallazione.
Senza ombra di dubbio, il mio passato di bambina di undici anni circa è popolato da allievi di ogni età che dipingono nella luce dell’atelier; disegni ideati ed elaborati sotto la sapiente guida di papà; libri di arte sfogliati, osservati e commentati insieme; studio intertestuale della Storia, della Geografia e della Letteratura; visione degli episodi più amati della serie “Odissea” e magistralmente raccontati e interpretati con la voce dal mio aedo personale: Nicola.
Mentre crescevo, l’atelier di Nicola Vetrano si trasformava da centro d’arte e di gioco, in luogo di scambio musicale, artistico e di confronto socio-politico: la passione per gli scacchi e il suo fare scacco matto in sole tre mosse mi incoraggiavano a riflettere e a cercare delle strade alternative; la scoperta di cantanti come i Pink Floyd, Guccini o De Andrè mi inducevano ad approfondire le tematiche delle loro canzoni e ad elaborare un mio spirito critico…
Nicola Vetrano è sempre stato un grande ascoltatore sia per me, che in adolescenza necessitavo sviscerare pensieri letterari ed esistenziali, sia per parenti e amici che varcavano la soglia del suo studio per confidarsi e confrontarsi, esprimere un punto di vista e magari pensare a delle soluzioni a problemi concreti dopo averli dichiarati e introiettati… Quando penso a questo “superpotere” di Nicola, ovvero l’ascoltare gli altri senza pregiudizi o superiorità, lo immagino su di una carrozzina elettrica alata che sfreccia con il costume da supereroe rigorosamente blu oltremare, come i suoi più bei cieli dipinti, e con la “N” di Nicola stampata sul petto a caratteri dorati e brillanti, così come gli sfondi dei suoi più fini quadretti in foglia oro…
Intanto papà continuava a insegnarmi a reagire positivamente nonostante i momenti di difficoltà, di sconforto o gli imprevisti che viviamo nel corso della nostra esistenza anche grazie al suo esempio e alla sua grande voglia di vivere espressi molto bene durante un’intervista, tenutasi nel lontano 1995, nel corso di una mostra d’arte realizzata dopo un periodo piuttosto “oscuro”… Da sempre mi ha fatto comprendere che è vitale direzionare le emozioni che proviamo e le esperienze che sperimentiamo nelle passioni che più sentiamo affini alla nostra interiorità e, attraverso le quali, riusciamo meglio a comprendere ed esprimere noi stessi: la pittura o la scultura, la scrittura o la fotografia, il cucinare o il leggere, l’immergersi nella natura o l’incontrare gli altri… Forse non me l’ha mai veramente confidato ma, dalla sua dimostrazione di vita, ritengo che la sua arte sia stata una maniera per accettare e sublimare la sua diversità di sguardo sul mondo e sulle persone…
Diventando adulta, io perdevo sempre di più il contatto con mio padre e lui comprendeva che sarebbe stato necessario, in quanto genitore, lasciarmi andare… Lui stesso, ho scoperto in anni recenti, mi indicava amorevolmente e consapevolmente di vivere “tentando” così come magistralmente esplicitato da Guccini nei versi della canzone “E un giorno…”. Nel mentre la sua ricerca artistica procedeva e rammento che mi accorgevo di questa evoluzione quando tornavo a casa e mi facevo guidare dall’odore di acquaragia per scoprire un nuovo cromatismo oppure un’idea inaspettata o ancora un enigma nascosto tra le nubi di un cielo stellato…
Quando a fine 2015 all’improvviso Nicola Vetrano è venuto a mancare mi sono resa conto che, involontariamente, le parti del mio carattere più vicine a lui sono emerse e si sono affermate nel mio modo di essere. È anche per questo che, con mia madre, abbiamo pensato di realizzare il primo evento in ricordo di mio padre chiedendo la partecipazione di tutti coloro che avessero potuto testimoniare il suo ricordo e, in un certo senso, renderlo eterno così come lui ha sempre desiderato. In questa occasione avevamo sul cuore il grande peso della recente dipartita di Nicola ma siamo state inondate da una intensa e imprevista forza positiva grazie a una partecipazione molto sentita e alla concreta possibilità di eternare la figura, l’opera e l’essenza di Nicola Vetrano attraverso i ricordi e i racconti dei cari e di tutti coloro che avevano un quadro ideato e realizzato da papà.
Una delle caratteristiche di mio padre era quella di stupirmi continuamente direttamente o indirettamente così come accadeva mentre mi accingevo ad uscire di casa e mi chiedeva: «Chi siete? Cosa portate? Cosa fate? Quanti siete? Dove andate? Un fiorino!». Ebbene, nel corso dell’happening tenutosi nel gennaio 2016, Nicola è riuscito a stupirmi anche nella sua mancata presenza fisica in quanto i quadri dipinti da lui e i racconti dei presenti mi hanno presentato una natura di papà nuova e inusuale dal punto di vista di coloro che l’avevano conosciuto prima di me… persone alle quali ha insegnato a rialzarsi dopo una caduta in bicicletta, a vedere quello che c’è oltre una tela dipinta e a continuare ad amare il teatro in vernacolo.
Grazie al vissuto con coloro che ammirano quotidianamente un suo dipinto e a parte della sua anima lasciata in ogni creazione, io e mia madre Caterina abbiamo iniziato a occuparci alacremente della catalogazione dei quadri ad olio per poter continuare lo spirito di condivisione che avevamo visto così presente e vitale in tutti coloro che hanno partecipato alla manifestazione commemorativa del 2016. Abbiamo quindi dato vita, con impegno e dedizione e grazie alla disponibilità di quanti hanno voluto compartecipare mettendo a disposizione i loro quadri nonché con la pazienza e la passione dei grafici della “igraphix.com”, al sito internet www.nicolavetrano.com nel quale sono riuniti, valorizzati e classificati la maggior parte dei dipinti ad olio realizzati da Nicola Vetrano e che possono essere oggi visionati nelle loro caratteristiche e addirittura nelle singole pennellate. Ogni volta che visiono il sito internet l’entusiasmo mi pervade scatenato dalla multicolore tavolozza di cromatismi presenti nelle opere, dalle frasi estrapolate dai diari scritti da papà, da dettagli nascosti nei cieli infiniti che continuo a scoprire con stupore…
Gli anni sono trascorsi velocemente e il sito internet sopra menzionato ha occupato gran parte del nostro tempo facendoci percepire quotidianamente la costante presenza di mio padre.
In occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Nicola Vetrano l’abbiamo voluto ricordare e celebrare in un evento intitolato “UN PEZZO D’AUTORE – Ricordo a dieci anni dalla scomparsa del maestro d’arte NICOLA VETRANO” tenutosi il giorno 30 agosto 2025 nella sala Colafemmina del Palazzo de Mari ad Acquaviva delle Fonti. In occasione di questo momento parenti, amici e il Professor Nicola Troiani, hanno scelto dei quadri dipinti da Nicola Vetrano e presenti nel sito internet a lui dedicato, per rappresentare tutti insieme un pezzo dell’essenza di mio padre. Grazie alla collaborazione e all’entusiasmo di tutti i narratori e di tutti gli ascoltatori questo incontro in ricordo di papà è stato una maniera intensa e sentita per rimembrare e raccontare l’uomo e l’artista. C’è chi ha condiviso le canzoni preferite di Nicola e chi gli ha dedicato una poesia; chi ha raccontato una storia familiare personale e chi ha associato degli scatti fotografici a momenti di vita vissuta; il professor Nicola Troiani ci ha deliziati con il suo competente ed empatico excursus sull’intertestualità artistica della produzione di Nicola Vetrano; alcuni hanno ricordato la lotta condivisa per i diritti delle persone diversamente abili e il volontariato; altri il suo profondo e critico pensiero politico; qualcuno ha partecipato attraverso emozionanti e riflessivi audio o profonde letture personali; qualcun altro tramite la creazione di video di ricordi o canzoni suonate al sax… ognuno ha esplicitato e condiviso la sua infinita e unica bolla di sapone creata mediante sorrisi, scambi, momenti vissuti con Nicola Vetrano… Ancora una volta l’anima di papà, di cui io in quanto figlia non avrei mai potuto essere totalmente a conoscenza, si è delineata mostrando l’uomo e l’artista in tutte le facce del multicolore prima che lui era grazie a chi con Nicola ha profondamente ed emozionalmente vissuto… Grazie a TeleMajg che ha gentilmente registrato l’intero avvenimento, il ricordo di questa emozionante e personale compartecipazione rimarrà fruibile a chiunque anche per le generazioni future…
Ad oggi il lascito di progetti che Nicola Vetrano ci ha trasmesso è ancora notevole: stiamo lavorando alla sistemazione dei dipinti posseduti dai parenti che vivono nel Nord Italia e intraprenderemo l’inventario dei disegni e dei bozzetti realizzati dagli albori dei suoi studi accademici fino agli ultimi tratti d’inchiostro lasciati a testimoniare un’intera vita.
Nel futuro c’è la concreta intenzione di realizzare una mostra d’arte in cui verranno esposti insieme, per la prima volta in assoluto, i dieci “Flashback” e, in concomitanza, di creare un catalogo ragionato di queste dieci tele che riassuma gli eventi in modo intertestuale.
Insomma, la strada verso l’eternità è ancora lunga da percorrere ma noi, come Nicola stesso ci ha insegnato, non ci lasceremo abbattere dalle difficoltà bensì approfitteremo dei momenti in compagnia con i suoi dipinti e i suoi disegni per pensare a Nicola e percepire la sua eterna presenza nella quotidianità di uno sguardo, di un ricordo, di un motto ironico, di una pennellata, di un insegnamento o di un’emozione indelebile.
Valeria Vetrano






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