Rifiuti nei cestini pubblici: ad Acquaviva il problema è anche il senso civico

Sacchetti pieni di rifiuti domestici abbandonati nei cestini stradali, dalla periferia al centro cittadino. Controlli e sanzioni sono necessari, ma senza un cambiamento nei comportamenti dei cittadini nessuna città potrà mai essere davvero pulita 

1.107 commenta

Le immagini parlano da sole. Cestini pubblici trasformati in piccoli punti di raccolta dei rifiuti domestici, sacchetti appoggiati sopra, accanto o addirittura per terra quando all’interno non c’è più spazio. E non stiamo parlando soltanto delle zone periferiche di Acquaviva delle Fonti.

Il fenomeno si presenta anche in pieno centro, dove dovrebbe essere ancora più evidente l’attenzione per il decoro urbano.

Mi è capitato di osservare una cittadina che, con molta nonchalance, ha lasciato una grossa busta di rifiuti in uno dei cestini collocati proprio davanti al Palazzo comunale. All’interno si intravedevano persino bucce di anguria e altri rifiuti chiaramente riconducibili alla normale produzione domestica.

A quel punto la domanda sorge spontanea: dove è finito il nostro senso civico?

I cestini stradali servono per raccogliere i piccoli rifiuti prodotti mentre ci si trova fuori casa: una carta, un fazzoletto, una bottiglietta o altri piccoli oggetti. Non possono diventare l’alternativa al corretto conferimento dei rifiuti domestici.

Eppure basta fare un giro per la città per imbattersi in situazioni come quelle documentate nelle fotografie. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cestini stracolmi, sacchetti che fuoriescono, rifiuti lasciati sul marciapiede e un’immagine di incuria che finisce inevitabilmente per ricadere sull’intera comunità.

Servono maggiori controlli e, quando vengono individuati i responsabili, anche sanzioni. Chi utilizza deliberatamente un cestino pubblico come pattumiera domestica deve sapere che il rispetto delle regole non è facoltativo. Personalmente non trovo eccessivo definire questi comportamenti da veri e propri “sporcaccioni”.

Ma sarebbe troppo facile attribuire ogni responsabilità al Comune o al servizio di raccolta. Possiamo aumentare i controlli, installare telecamere, elevare sanzioni e intensificare la pulizia. Se però continuiamo ad abbandonare i nostri sacchetti dove capita, saremo sempre punto e a capo.

Una città pulita non dipende soltanto da chi deve raccogliere i rifiuti. Dipende prima di tutto da chi quei rifiuti li produce.

Possiamo pretendere, giustamente, servizi efficienti e maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione. Ma dobbiamo pretendere altrettanto da noi stessi e da chi vive accanto a noi.

Perché alla fine la questione è molto semplice: Acquaviva è casa nostra. E se siamo noi cittadini a sporcarla, non ci sarà servizio di pulizia capace di mantenerla pulita.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!