Botteghe artigiane in via di estinzione: nel Mezzogiorno persi oltre due artigiani su dieci

La crisi coinvolge tutte le regioni italiane. Nel Sud il calo nell’ultimo decennio è stato del 20,2%. L’intelligenza artificiale potrebbe però diventare uno strumento per rilanciare i mestieri artigiani

41 commenta

Le botteghe artigiane stanno progressivamente scomparendo dalle città e dai piccoli centri italiani. Un fenomeno che riguarda l’intero Paese e che, seppure con un’intensità inferiore rispetto ad altre aree, interessa anche il Mezzogiorno e quindi la Puglia.

Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA, dopo il massimo raggiunto nel 2008, quando in Italia si contavano quasi 1,5 milioni di attività artigiane, il numero è progressivamente diminuito fino ad arrivare nel 2025 a 1,22 milioni di imprese attive.

Ancora più evidente è la riduzione del numero degli artigiani: nel 2015 erano circa 1,7 milioni, mentre nel 2025 sono scesi a quasi 1,3 milioni. In dieci anni sono quindi scomparsi quasi 434 mila artigiani, pari al 25,1%.

La diminuzione interessa tutte le regioni italiane. Le perdite maggiori nell’ultimo decennio sono state registrate nelle Marche (-31,3%), Umbria (-29,3%), Emilia-Romagna (-28,7%) e Piemonte (-28,4%).

Il Mezzogiorno registra invece una diminuzione del 20,2%, risultando la ripartizione geografica italiana con le perdite più contenute. Un andamento sul quale, secondo la CGIA, hanno inciso positivamente gli investimenti nelle opere pubbliche collegati al PNRR e gli ultimi effetti degli interventi legati al Superbonus, che hanno sostenuto soprattutto il settore delle costruzioni.

La questione non riguarda soltanto l’economia. Con l’invecchiamento degli artigiani e il ridotto ingresso dei giovani in questi mestieri, nei prossimi anni potrebbe diventare sempre più difficile trovare idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti disponibili per gli interventi di manutenzione nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro.

Alla crisi contribuiscono la concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce, l’aumento dei costi fissi, il cambiamento delle abitudini dei consumatori, lo spopolamento dei piccoli centri e l’invecchiamento della popolazione.

Secondo l’analisi della CGIA, l’intelligenza artificiale non è necessariamente destinata a cancellare l’artigianato. Al contrario, può diventare uno strumento utile per chi saprà utilizzarla.

Un artigiano potrebbe servirsene per preparare più rapidamente preventivi, progettare soluzioni, promuovere la propria attività sui social o svolgere compiti amministrativi, dedicando così più tempo al lavoro manuale.

A essere maggiormente tutelati potrebbero essere proprio quei mestieri nei quali esperienza, manualità e capacità di intervenire sul singolo caso rimangono difficilmente sostituibili da una macchina.

Esistono anche attività in controtendenza. Crescono, ad esempio, alcuni mestieri legati al benessere, come acconciatori, estetisti, massaggiatori e tatuatori, e le nuove professionalità dell’informatica e della comunicazione digitale, tra cui sistemisti, web marketer, video maker ed esperti di social media.

Segnali positivi arrivano anche dall’alimentare da asporto, in particolare da gelaterie, gastronomie e pizzerie al taglio nelle città a maggiore vocazione turistica.

La progressiva scomparsa delle botteghe, tuttavia, non rappresenta soltanto la perdita di imprese e posti di lavoro. Significa anche perdere servizi di prossimità, professionalità, relazioni sociali e una parte dell’identità dei centri urbani e dei piccoli paesi.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!