
Mons. Agostino Superbo
Addio a Mons. Agostino Superbo, il vescovo che ha guidato la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti negli anni della crescita pastorale
Quando arrivò ad Acquaviva delle Fonti, il 19 novembre 1994, Mons. Agostino Superbo trovò una diocesi giovane, nata da pochi anni, e un ospedale Miulli chiamato a confrontarsi con nuove sfide. In meno di tre anni lasciò un’impronta profonda: rilanciò la pastorale giovanile, sostenne la nascita degli oratori nelle parrocchie e guidò, come Governatore, l’Ospedale…
La Chiesa locale è in lutto per la scomparsa di S.E. Mons. Agostino Superbo, già vescovo della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e successivamente arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo.
Le esequie saranno celebrate martedì alle ore 10.30, nella Cattedrale Santa Maria Assunta di Minervino Murge, sua città natale.
Nato il 7 febbraio 1940 a Minervino Murge, Mons. Superbo si è formato presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale “San Luigi”, conseguendo la licenza in Teologia Dogmatica, e si è laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Bari. Ordinato sacerdote il 29 giugno 1963, ha dedicato i primi decenni del suo ministero alla formazione dei giovani, all’insegnamento, al Seminario di Andria e all’Azione Cattolica, realtà che avrebbe segnato profondamente tutto il suo cammino ecclesiale.
Dopo essere stato vescovo di Sessa Aurunca, il 19 novembre 1994 fu chiamato alla guida della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, succedendo a Mons. Tarcisio Pisani. La sua permanenza durò poco meno di tre anni, fino al 6 agosto 1997, quando lasciò la diocesi dopo la nomina ad Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana.
Il suo ministero ad Acquaviva delle Fonti
Anche se relativamente breve, il suo episcopato lasciò un segno significativo nelle comunità della diocesi e, in particolare, ad Acquaviva delle Fonti, città che custodisce una lunga e prestigiosa tradizione ecclesiastica.
Mons. Superbo si inserì nel cammino della giovane diocesi unificata, nata nel 1986 dall’unione delle storiche circoscrizioni ecclesiastiche di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti. Il suo impegno fu rivolto soprattutto al consolidamento dell’identità diocesana, favorendo una maggiore comunione tra le diverse comunità e sostenendo la vita delle parrocchie, del clero e delle associazioni laicali.
Ad Acquaviva delle Fonti partecipò alle principali celebrazioni liturgiche nella Concattedrale di Sant’Eustachio, promosse incontri con sacerdoti, religiosi e laici e incoraggiò il protagonismo dell’Azione Cattolica e delle aggregazioni ecclesiali, coerentemente con quella che sarebbe diventata la sua missione nazionale all’interno della CEI.
Furono anni nei quali la diocesi consolidò il percorso pastorale avviato dopo la sua costituzione, valorizzando la collaborazione tra le tre città episcopali e rafforzando il senso di appartenenza ad una Chiesa particolare chiamata a camminare unita.
Nel maggio 1996 Papa Giovanni Paolo II lo volle infatti come Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana, riconoscendone le qualità pastorali e formative. Da quel momento Mons. Superbo iniziò un nuovo servizio alla Chiesa italiana, mantenendo comunque vivo il legame con la diocesi che aveva guidato.
Nel 2001 fu nominato Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, ricevendo il pallio da San Giovanni Paolo II e assumendo successivamente anche la presidenza della Conferenza Episcopale di Basilicata e la vicepresidenza della Conferenza Episcopale Italiana per l’Italia Meridionale. Concluso il ministero attivo nel 2015, conservò il titolo di Arcivescovo emerito.
Con la sua scomparsa la Chiesa perde un pastore che ha saputo coniugare cultura, formazione, attenzione ai giovani e servizio ecclesiale, lasciando un ricordo riconoscente anche nelle comunità di Acquaviva delle Fonti, Altamura e Gravina, che ebbero modo di conoscerne l’umanità, la disponibilità e il profondo spirito pastorale.
Alla famiglia, ai sacerdoti, ai fedeli e a quanti lo hanno conosciuto e stimato giungano le più sentite condoglianze e l’assicurazione della preghiera, nella certezza cristiana della risurrezione.





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!