
Quando i social raccontano il bene: il commovente grazie di Giacomo Monopoli a chi gli ha salvato la vita
Un lungo post pubblicato su Facebook diventa un messaggio di speranza e riconoscenza. A un anno dal malore che lo colpì durante un evento a Turi, Giacomo Monopoli ringrazia pubblicamente i soccorritori, il personale del 118 della ASL BA e i professionisti dell’Ospedale Miulli, dimostrando come i social possano essere anche strumenti per diffondere buone…
In un panorama dei social network spesso dominato da polemiche, critiche e notizie negative, c’è spazio anche per storie capaci di restituire fiducia e mettere in luce il valore delle persone. È il caso del lungo e toccante messaggio pubblicato su Facebook da Giacomo Monopoli, che ha scelto di condividere pubblicamente la propria esperienza per dire semplicemente “grazie”.
A un anno dal malore che lo colpì durante la presentazione di un libro a Turi, Monopoli ha ripercorso quei drammatici momenti, ricordando il tempestivo intervento dei presenti, tra cui l’infermiere Luca Acito e la dottoressa Mimma Acquasanta, che praticarono le prime manovre salvavita prima dell’arrivo del 118.
Il suo ringraziamento si estende poi agli operatori del 118 della ASL BA, ai medici, infermieri e a tutto il personale dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, che lo hanno assistito in Terapia Intensiva, Neurologia e Cardiologia, consentendogli di superare un’ischemia cerebrale e di individuare la causa del malore.
Nel post trova spazio anche il commosso ricordo dell’affetto della famiglia, rimasta al suo fianco nelle ore più difficili, fino al risveglio che, come lui stesso scrive, “ha rappresentato il momento più bello della mia esistenza”.
Più che un semplice racconto personale, quello di Giacomo Monopoli è un messaggio che valorizza il lavoro silenzioso di medici, infermieri, soccorritori e cittadini che, con competenza e altruismo, ogni giorno salvano vite umane.
Una testimonianza che ricorda come i social possano essere anche uno straordinario strumento per condividere esperienze positive, diffondere gratitudine e dare il giusto riconoscimento a chi opera lontano dai riflettori, trasformando una vicenda personale in un messaggio di speranza per tutti.





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