
Al Miulli la musica entra nelle incubatrici: la Terapia Intensiva Neonatale sceglie la cura attraverso il suono
Grazie alla donazione del Rotary Club Acquaviva-Gioia del Colle, il reparto si dota di un sistema per la diffusione controllata della musica. L’iniziativa si aggiunge a marsupioterapia, accesso h24 dei genitori e family room, rafforzando il percorso di umanizzazione delle cure neonatali
La musica diventa parte del percorso di cura dei neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale “Francesco Miulli” di Acquaviva delle Fonti. Il reparto ha infatti introdotto un sistema per la diffusione controllata del suono all’interno delle incubatrici, realizzato grazie alla donazione del Rotary Club Acquaviva-Gioia del Colle, Distretto 2120.
In un ambiente caratterizzato da monitor, allarmi e apparecchiature indispensabili per l’assistenza ai bambini prematuri o con patologie, anche il suono può trasformarsi in uno strumento di benessere. Il nuovo progetto permette ai piccoli pazienti di ascoltare la voce di mamma e papà, melodie scelte dalla famiglia o brani ascoltati durante la gravidanza, sempre con modalità sicure e adeguate al contesto neonatale.
La musicoterapia rappresenta un supporto alle cure tradizionali: melodie lente e rassicuranti possono favorire il rilassamento del neonato, contribuire alla riduzione dello stress e accompagnare il delicato percorso di crescita dei bambini ricoverati.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di umanizzazione delle cure portato avanti dalla Terapia Intensiva Neonatale del Miulli, che punta a coinvolgere sempre di più le famiglie nell’assistenza. Il reparto garantisce infatti l’accesso h24 ai genitori e integra la nuova tecnologia con la marsupioterapia, il contatto pelle a pelle tra genitori e neonati, pratica utile per favorire il benessere e il legame affettivo.
Un elemento distintivo del percorso è anche la family room, unica in Puglia, uno spazio dedicato dove mamma e papà possono vivere accanto al proprio figlio nella fase che precede la dimissione, affrontando con maggiore serenità il passaggio dall’ospedale alla vita quotidiana.





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