Tasse, stangata di fine giugno per le imprese: la Puglia tra le regioni con il più alto tasso di evasione fiscale

Entro il 30 giugno le imprese italiane dovranno versare allo Stato 22,9 miliardi di euro. Intanto la Puglia si conferma tra le regioni con la più alta propensione all’evasione fiscale, seconda solo alla Calabria, mentre nel 2025 il Fisco ha recuperato un record di 36,2 miliardi di euro dalla lotta agli evasori

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Entro il 30 giugno le imprese italiane saranno chiamate a versare allo Stato 22,9 miliardi di euro tra Ires, Irap e Irpef, uno degli appuntamenti fiscali più gravosi dell’anno. Un impegno che arriva in una fase economica complessa, con molte aziende alle prese con problemi di liquidità e costrette a reperire in tempi brevi le risorse necessarie per rispettare le scadenze.

A rendere ancora più delicato il quadro è la situazione della Puglia, che secondo i dati dell’Ufficio Studi della CGIA risulta essere la seconda regione italiana per propensione all’evasione fiscale, con un tasso del 18,5%, preceduta soltanto dalla Calabria (20,4%) e seguita dalla Sicilia (18%). Un dato che evidenzia una criticità diffusa sul territorio regionale e che coinvolge tutte le province pugliesi, con conseguenze pesanti sia per le casse pubbliche sia per le imprese che rispettano regolarmente gli obblighi tributari.

Il fenomeno dell’evasione fiscale continua infatti a rappresentare uno dei principali ostacoli alla crescita economica. Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ogni anno vengono sottratti all’erario 107 miliardi di euro, risorse che potrebbero essere destinate a servizi pubblici, infrastrutture e sostegno alle imprese.

Sul fronte del contrasto, però, arrivano segnali positivi. Nel 2025 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno recuperato 36,2 miliardi di euro, il miglior risultato di sempre, grazie soprattutto alla fatturazione elettronica, all’incrocio delle banche dati e ai nuovi strumenti digitali di controllo.

Nel frattempo, migliaia di imprese pugliesi si preparano alla scadenza fiscale di fine mese. Per alcune attività soggette agli ISA è prevista la possibilità di rinviare i pagamenti senza maggiorazioni entro il 20 luglio, mentre altre potranno versare entro il 19 agosto con un incremento dello 0,8%.

La CGIA sottolinea infine che la vera sfida resta quella di rendere sempre più efficace la lotta all’evasione attraverso un utilizzo intelligente delle banche dati e dei controlli mirati, così da colpire chi evade senza gravare ulteriormente sui contribuenti onesti e sulle imprese che rispettano le regole.

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