Caritas 2026: la povertà non è più un’emergenza, ma una condizione stabile. In Puglia oltre 10 mila persone assistite

La povertà in Italia assume sempre più i contorni di una condizione stabile e strutturale. Il Report Caritas 2026 evidenzia l’aumento di anziani, lavoratori poveri e persone sole in difficoltà. In Puglia nel 2025 sono state assistite 10.628 persone, oltre il 13% in più rispetto all’anno precedente, con un forte incremento delle situazioni di disagio…

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La povertà in Italia perde sempre più il carattere dell’eccezionalità e assume i contorni di una vera e propria condizione strutturale. È quanto emerge dal Report Statistico Nazionale 2026 presentato da Caritas Italiana nella Sala San Francesco della Conferenza Episcopale Italiana.

I dati, illustrati da Federica De Lauso del Servizio Studi di Caritas Italiana, fotografano un Paese nel quale le fragilità economiche e sociali continuano a radicarsi, coinvolgendo un numero crescente di famiglie e persone.

Nel 2025 la rete Caritas ha accompagnato in tutta Italia 282.539 persone, con un incremento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Un aumento meno marcato rispetto agli anni passati, ma che non indica affatto una riduzione delle difficoltà sociali. Al contrario, la povertà appare sempre più persistente e difficile da superare.

Tra i fenomeni più preoccupanti emerge l’invecchiamento della povertà. Negli ultimi dieci anni il numero degli ultra sessantacinquenni assistiti dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di un aumento complessivo dell’utenza pari al 48%. Una crescita che evidenzia il legame sempre più stretto tra difficoltà economiche, fragilità sanitarie, solitudine e indebolimento delle reti familiari.

Aumentano infatti anche le persone che vivono sole. La loro incidenza è passata dal 23,8% al 32,9%, segno di un progressivo isolamento sociale che spesso accompagna le situazioni di disagio economico. Lutti, separazioni e rotture familiari contribuiscono a rendere più vulnerabili migliaia di cittadini.

Il rapporto segnala inoltre una forte crescita dei bisogni sanitari, aumentati del 69%, compresi quelli legati alla salute mentale. Preoccupa anche il fenomeno dei cosiddetti “lavoratori poveri”: persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono a raggiungere condizioni di vita dignitose. Nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni il fenomeno riguarda il 31,7% degli assistiti, mentre tra i 45 e i 54 anni interessa il 31%.

Le famiglie con figli continuano a rappresentare il cuore della domanda di aiuto: il 52% delle persone seguite vive infatti con figli minori. Rimane inoltre centrale il problema della casa. Non si tratta soltanto di persone senza dimora, ma anche di famiglie che faticano a sostenere affitti, utenze e spese ordinarie, vivendo in abitazioni spesso precarie o inadeguate.

Il report evidenzia infine un aumento delle situazioni di povertà cronica. Sempre più persone restano intrappolate per anni in condizioni di disagio economico e sociale, allontanandosi progressivamente da una soglia minima di benessere.

Anche la Puglia conferma una situazione di forte difficoltà sociale.

Nel 2025 la rete Caritas pugliese ha assistito 10.628 persone, contro le 9.398 dell’anno precedente, con una crescita superiore al 13%. Parallelamente sono aumentati anche i centri e i servizi attivi, passati da 224 a 247.

Le donne rappresentano il 55% delle persone seguite, mentre gli uomini il 45%.

Particolarmente significativo il dato relativo alla povertà persistente: il 43,4% degli assistiti è costituito da nuovi poveri, ma quasi una persona su cinque risulta seguita da oltre cinque anni, segno di situazioni di disagio che tendono a cronicizzarsi.

Secondo il rapporto, in Puglia il 27,6% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale, uno dei valori più elevati a livello nazionale.

Sul fronte abitativo, quasi la metà degli assistiti vive in affitto da privati, mentre una quota significativa risiede in alloggi pubblici. Le difficoltà legate alla gestione della casa continuano a rappresentare una delle principali cause di vulnerabilità economica.

“La povertà è sempre un interrogativo che interpella anzitutto la Chiesa, il suo modo di stare dentro la storia e la sua capacità di farsi prossima alle persone e ai territori più fragili”, ha dichiarato il presidente di Caritas Italiana, Monsignor Benoni Ambarus.

Nelle conclusioni dei lavori, il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha sottolineato come il Report non debba limitarsi a descrivere la realtà, ma debba diventare uno strumento per orientare le scelte delle comunità e delle istituzioni.

“Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative – ha affermato – occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise per dare risposte concrete ai bisogni delle persone più fragili”.

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