
Mara Mansur e le Mariposas Tango Puglia
Il tango secondo Mara Mansur: tradizione, emozione e innovazione al femminile
Argentina di origine e residente ad Acquaviva, Mara Mansur è insegnante, coreografa e promotrice della cultura del tango
Il secondo posto conquistato dalle Mariposas Tango Puglia alla finale di “MetropoliTango World 2026” a Jesolo, di cui avevamo raccontato lo scorso 6 maggio sul nostro portale, arriva a coronare un percorso artistico costruito nel tempo, fatto di ricerca, disciplina e forte identità espressiva. A guidare il gruppo è la maestra e coreografa di tango Mara Mansur, argentina di origine e da anni ad Acquaviva delle Fonti. L’abbiamo incontrata per conoscere meglio la sua attività e il gruppo delle Mariposas.
Mara, partiamo dall’emozione del secondo posto alla finale nazionale del MetropoliTango World 2026: che significato ha avuto per voi questo risultato?
Per me, come per tutto il gruppo, è stato un grande premio. In verità all’inizio non avevamo molte aspettative, perché quando si parla di tango viene subito in mente il ballo di coppia uomo-donna. Quando abbiamo deciso di presentarci, avevo già avvertito le ragazze che dovevamo prepararci anche all’incertezza, perché non sapevamo quale sarebbe stata la reazione della giuria davanti a una proposta poco comune, essendo il primo gruppo di tango composto solo da donne in Italia.
Lei è argentina di origine, ma vive da anni ad Acquaviva delle Fonti: quanto delle sue radici sudamericane ritroviamo nel lavoro che porta avanti ogni giorno?
Nel mio lavoro cerco di trasmettere non solo il ballo e la musica, ma anche storie e tradizioni che uniscono Argentina e Italia. Ad esempio, da noi la tavola di famiglia della domenica è rappresentata dall’asado, ma anche dalla pasta, una tradizione portata dai tantissimi italiani arrivati in Argentina, che hanno influenzato profondamente le nostre radici e la nostra cultura.
Quando nasce il progetto delle Mariposas Tango Puglia e quale idea c’era alla base?
All’inizio nasce da una mia idea di realizzare un video di tango composto solo da donne, con lo sfondo della città di Bari. Dopo quel video, però, loro hanno voluto continuare questo percorso insieme e così è nato il nome Mariposas Tango Puglia. La trasformazione della farfalla racconta la forza, il cambiamento e la creatività della donna. Era un nome che rappresentava perfettamente lo spirito del gruppo e il nostro modo femminile di sentire il tango.
Le “Mariposas” sono un gruppo molto coeso: come si costruisce una connessione così forte tra le danzatrici?
Si dice spesso che tra donne sia difficile creare unione, invece io da quattro anni porto avanti diversi progetti al femminile e credo esattamente il contrario. Quando tra donne nasce la sorellanza, si può creare una forza incredibile e ottenere grandi risultati.
Ho scelto cinque donne molto diverse tra loro, non solo nella storia di tango ma anche nella personalità e nella loro bellezza individuale. Credo che proprio questa individualità dia tanti colori al gruppo, come le ali di una farfalla.
Sono donne forti, con storie di vita e percorsi di tango molto diversi.
Cecilia Poli viene dalla danza classica e ha una grande esperienza nello spettacolo: porta al gruppo quella rifinitura scenica e quell’occhio attento di cui ogni coreografia ha bisogno.
Mariateresa Pennetta ha molti anni di tango alle spalle e porta nel gruppo una tanguidad nata dall’esperienza e dal vissuto.
Annamaria Franco contribuisce con la sua grande esperienza nel tango e con la sua capacità interpretativa e teatrale.
Lucia Viti balla tango da pochi anni, ma ha un’energia che la contraddistingue e la spinge sempre in avanti.
Nana Kakochashvili balla da tre anni, ma la sua dedizione è diventata un motore propulsore per tutto il gruppo.
Dopo questo importante risultato nazionale, quali sono i prossimi obiettivi delle Mariposas Tango Puglia?
I nostri obiettivi sono continuare a partecipare a eventi pubblici e privati per far conoscere il nostro show di tango al femminile, sia nel mondo del tango che in manifestazioni artistiche di diverso tipo.
Qual è il messaggio che il gruppo delle Mariposas ha voluto portare con la coreografia “Crisalide – la trasformazione” presentata a Jesolo?
“Crisalide” è stata un’evoluzione naturale del gruppo. Volevamo dare una svolta alla coreografia iniziale che avevamo presentato nelle diverse tappe del campionato. Da questa ricerca è nata l’idea di rappresentare realmente la nascita della farfalla, simbolo anche dell’evoluzione del gruppo stesso e del cambiamento interiore di ognuna di noi.
È un percorso di crescita fatto di sacrifici, sofferenze e tante rinunce, perché impegnarsi davvero richiede tempo: tempo tolto alla famiglia, al lavoro, al riposo. Ma rappresenta anche la trasformazione e la forza che nasce da tutto questo.
State già lavorando a nuove coreografie o nuovi spettacoli?
Sì. Le gare ci hanno impegnato molto, togliendoci un po’ di tempo per le nuove coreografie, ma stiamo già riprendendo il lavoro per completare e sviluppare nuovi spettacoli.
Lei insegna tango in una scuola a Bari: cosa cerca di trasmettere ai suoi allievi oltre alla danza?
Io cerco di trasmettere, oltre al ballo e alla musica, qualcosa che non si riesce davvero a spiegare con le parole. È quella magia che mi ha fatto innamorare del tango: l’energia e la sinergia che nascono nell’abbraccio, unite alla musica e al movimento.
È una sensazione unica, quasi una dimensione sospesa, dove per un momento spariscono i problemi, i dolori e tutti i pensieri negativi.





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