Fumo e sigarette elettroniche, cresce la dipendenza tra i giovani

L’OMS lancia la campagna 2026 contro la dipendenza da nicotina. In aumento l’uso di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato tra le nuove generazioni

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Oggi 31 maggio si celebra la Giornata mondiale senza tabacco, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati al consumo di tabacco e nicotina. Per il 2026 il tema scelto è “Smascherare l’attrattiva – contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco”, una campagna che punta a mettere in luce le strategie utilizzate per rendere particolarmente attraenti i nuovi prodotti contenenti nicotina, soprattutto agli occhi dei più giovani.

Secondo l’OMS e l’Istituto Superiore di Sanità, il marketing del settore si rivolge sempre più alle nuove generazioni attraverso packaging accattivanti, aromi fruttati e messaggi pubblicitari studiati per favorire l’avvicinamento ai prodotti contenenti nicotina. Un fenomeno che rischia di alimentare nuove forme di dipendenza e di rendere più difficile l’abbandono del fumo.

I dati ISTAT del 2025 mostrano che in Italia i fumatori rappresentano il 18,6% della popolazione con più di 11 anni, pari a circa 10 milioni di persone. Sebbene si registri una lieve diminuzione rispetto al 2024, il fumo continua a essere particolarmente diffuso tra i giovani adulti. La quota raggiunge il 22,9% tra i 18 e i 24 anni e sale al 27,4% nella fascia 25-34 anni, la più alta in assoluto.
L’abitudine al fumo resta più frequente tra gli uomini (22,3%) rispetto alle donne (15,2%), ma il divario di genere si è progressivamente ridotto negli ultimi dieci anni. Parallelamente cresce il consumo di prodotti alternativi: l’uso di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato è quasi raddoppiato in quattro anni, passando dal 3,9% del 2021 al 7,4% del 2025.

Di fronte a questi cambiamenti, le istituzioni europee stanno lavorando alla revisione della normativa sui prodotti del tabacco e della nicotina per adeguarla all’evoluzione del mercato. Anche il Consiglio dell’Unione Europea ha invitato gli Stati membri a rafforzare le misure di tutela della salute negli ambienti pubblici, estendendo le restrizioni anche ai nuovi prodotti contenenti nicotina.
Fondamentale resta il ruolo della prevenzione e dell’informazione. In Italia sono attivi il Telefono Verde contro il Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità e una rete di Centri antifumo presenti sul territorio nazionale, che offrono supporto specialistico a chi desidera smettere.

Il Telefono Verde contro il Fumo 800 554088, numero presente dal 2016 sui pacchetti dei prodotti del tabacco da fumo e delle sigarette elettroniche, è un servizio nazionale anonimo e gratuito, promosso dall’OssFAD (Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità), che svolge, dal 2000, attività di consulenza sulle problematiche legate al fenomeno del tabagismo. Il Servizio è nazionale, anonimo e gratuito ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16.

Intanto, ha superato le 50.000 firme la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dalla Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e dalla Fondazione Umberto Veronesi, che chiede un aumento di 5 euro sul prezzo dei pacchetti di sigarette e degli altri prodotti contenenti nicotina. La proposta è ora all’esame del Parlamento.

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