Educazione stradale e prevenzione: Domenico Maselli e il metodo per guidare in sicurezza

Dalla formazione in Svizzera alla nascita dell’Accademia Pedagogica della Circolazione Italia: Domenico Maselli racconta un nuovo approccio all’educazione stradale, basato su consapevolezza, pratica e responsabilità

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La sicurezza stradale non è solo una questione di regole, ma soprattutto di consapevolezza. È da questa idea che nasce l’impegno di Domenico Maselli, amministratore dell’Accademia Pedagogica della Circolazione Italia, realtà che punta a rivoluzionare il modo in cui si insegna a guidare.

Intervenuto nel corso di una trasmissione televisiva negli studi televisivi di TeleMajg, Maselli ha spiegato come il progetto affondi le sue radici nella formazione svizzera, dove ha maturato la propria esperienza fin dagli anni ’90. Proprio in Svizzera, infatti, ha appreso un metodo didattico strutturato e progressivo, che ha poi trasferito in Italia con l’obiettivo di migliorare la preparazione di istruttori e conducenti.

«Non siamo nati per guidare, ma per camminare», ha sottolineato Maselli, evidenziando come la percezione del rischio alla guida non sia innata, ma debba essere costruita attraverso un percorso educativo. Da qui l’importanza di un approccio che parta dalle basi – la conoscenza del veicolo e dei suoi comandi – per arrivare gradualmente alla circolazione su strada.

L’Accademia si occupa infatti della formazione di tutte le figure che operano nelle autoscuole: istruttori, insegnanti di teoria, personale amministrativo e titolari. Un lavoro a 360 gradi che mira a elevare la qualità dell’insegnamento e, di conseguenza, la sicurezza sulle strade.
Tra le iniziative più significative c’è un tour di educazione stradale rivolto ai neopatentati, già avviato in diversi comuni. Il progetto, intitolato “È una questione di fisica”, unisce teoria e pratica per far comprendere concretamente i rischi legati alla guida. Attraverso esercitazioni sul campo, i partecipanti possono verificare, ad esempio, come il raddoppio della velocità comporti uno spazio di frenata quadruplicato.

Un aspetto centrale dell’approccio di Maselli è il superamento del concetto tradizionale di “guida sicura”. Più che insegnare a gestire l’emergenza, l’obiettivo è evitarla. «Se devo controllare una sbandata, significa che la sbandata c’è già stata», spiega, sottolineando la necessità di prevenire situazioni di pericolo attraverso comportamenti corretti.

Grande attenzione è rivolta anche ai giovani, sempre più esposti a distrazioni e alla ricerca di emozioni forti, spesso associate alla velocità. Per questo, l’Accademia promuove campagne di sensibilizzazione come “Rifletti”, che invita non solo gli automobilisti ma anche pedoni e ciclisti a essere più attenti e visibili sulla strada.
Il progetto formativo si estende inoltre ai temi delicati dell’alcol e delle droghe alla guida, grazie a collaborazioni con associazioni impegnate nella prevenzione. L’obiettivo è fornire agli istruttori strumenti comunicativi efficaci per dialogare con i ragazzi e trasmettere messaggi chiari e incisivi.

In un contesto in cui gli incidenti stradali restano una delle principali cause di mortalità, soprattutto tra i più giovani, l’esperienza di Domenico Maselli rappresenta un esempio concreto di come la formazione possa fare la differenza. Perché guidare non è solo un’abilità tecnica, ma un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri

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