
Il presidente Sicolo e il vicepresidente vicario D'Amico
Agricoltura pugliese sotto pressione: esposto contro il caro prezzi e le speculazioni
CIA Puglia denuncia rincari ingiustificati di carburanti e materie prime dopo il conflitto in Iran e chiede interventi urgenti a Governo e UE per salvare le imprese agricole
CIA Agricoltori Italiani Puglia ha presentato un esposto al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari per denunciare presunte speculazioni sui prezzi di fitofarmaci, fertilizzanti e gasolio agricolo, aumentati bruscamente subito dopo l’inizio dei bombardamenti in Iran. Secondo l’organizzazione, tali rincari sarebbero ingiustificati e stanno causando gravi danni economici alle aziende agricole della regione.
L’esposto, firmato dal presidente regionale Gennaro Sicolo, segue una prima denuncia pubblica arrivata già nelle ore immediatamente successive allo scoppio del conflitto, quando erano stati segnalati forti aumenti dei costi delle principali materie prime per le lavorazioni agricole. Sicolo evidenzia come le misure finora adottate dal Governo siano insufficienti: la riduzione di pochi centesimi sul gasolio è stata rapidamente annullata dai nuovi rincari. Per questo, chiede interventi concreti, tra cui un rafforzamento del credito d’imposta sul carburante agricolo, avvertendo che senza aiuti adeguati molte aziende rischiano di fermarsi.
L’associazione sollecita inoltre azioni urgenti anche a livello europeo, sfruttando le recenti aperture su energia e quote ETS, per contenere i prezzi dei combustibili, ridurre la volatilità dell’energia elettrica e sostenere i settori più energivori. Tra le criticità segnalate anche l’aumento dei costi e la carenza di fertilizzanti, come l’urea, e la necessità di deroghe al meccanismo CBAM.
Particolare preoccupazione riguarda anche le attività obbligatorie per contrastare la diffusione della Xylella, che rischiano di pesare ulteriormente sui bilanci degli agricoltori. A questo si aggiungono i tagli alla PAC, considerati un ulteriore colpo per un comparto già in difficoltà.
In conclusione, Sicolo denuncia come il conflitto stia già avendo pesanti ripercussioni su imprese e lavoratori, chiedendo un impegno deciso dell’Italia e dell’Unione europea sia per fermare le ostilità sia per contrastare le speculazioni che gravano su agricoltori e consumatori.





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