Nunzio Sidella, bis tricolore a Monte Urano: la passione non conosce età

Il 1° febbraio a Monte Urano, nelle Marche, Sidella ha conquistato per il secondo anno consecutivo il Campionato Nazionale CSI di Ciclocross nella categoria M9 (70-74 anni). Un successo costruito tra esperienza, tecnica e determinazione

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Un anno dopo, ancora lui. Ancora sul gradino più alto del podio.
Il 1° febbraio, a Monte Urano, nelle Marche, Nunzio Sidella ha concesso il bis al Campionato Nazionale CSI di Ciclocross, conquistando per il secondo anno consecutivo il titolo nella categoria M9 (70-74 anni).
Un risultato che va oltre la semplice vittoria sportiva. È la dimostrazione concreta che la passione, quando è autentica, non conosce età.

Come raccontato durante l’intervista all’emittente televisiva locale TeleMajg da Sidella, cittadino della vicina Casamassima, la gara si è svolta all’interno di un parco fluviale permanente, tra prati, ponticelli in legno e tratti che attraversavano il fiume Tenna. Un percorso tecnico, immerso nella natura, capace di mettere alla prova resistenza, guida e strategia. Monte Urano è una cittadina affacciata sulle colline fermane, in una terra dove il ciclismo è cultura e tradizione.
La giornata in cui Nunzio ha gareggiato era fredda, rigidissima al mattino, ma fortunatamente asciutta. L’aria pungente, ma cielo sereno. E per chi pratica il ciclocross, si sa: si corre con qualsiasi condizione atmosferica.

Nel ciclocross non si parla di chilometri, ma di tempo.
Cinquantacinque minuti circa di gara, più un ultimo giro deciso dai giudici allo scoccare del tempo massimo. Uno sforzo anaerobico intenso, fatto di variazioni continue di ritmo, tratti a piedi, rilanci improvvisi e massima concentrazione sugli avversari.
Perché spesso la vittoria si gioca in pochi metri, magari in volata, senza mai perdere di vista il diretto concorrente della propria categoria.

E nella M9, fascia 70-74 anni, Sidella ha dimostrato ancora una volta lucidità, esperienza e tenacia.

“Prima finisce, meglio è”, ha scherzato. Ma la verità è che servono polmoni, gambe e testa per reggere un’ora di sforzo così intenso.
Non è solo questione atletica. Nel ciclocross conta la scelta delle gomme, la rapportatura, il tipo di bici da utilizzare in base al terreno.Sidella, che di biciclette ne possiede quattro, sceglie con attenzione assetto e coperture: grip diverso per erba, sabbia, fango o terreno compatto.
Rapporti agili, pedalata fluida, grande attenzione al sistema cardiocircolatorio più che alla forza muscolare pura. È la filosofia che lo accompagna da anni.

E Nunzio Sidella di titoli ne ha vinti tanti
Una collezione di maglie e medaglie che raccontano un diario fatto di sacrifici, trasferte, e molti allenamenti nelle strade rurali di Acquaviva, dove ha numerosi amici, a cominciare da quelli che compongono il Gruppo ciclistico Fausto Coppi locale, di cui Nunzio ha indossato la casacca per molti anni, raggiungendo altre soddisfazioni e risultati sportivi.

La vittoria del 1° febbraio ha un destinatario speciale: sua moglie.
Per la prima volta non era presente alla gara, a causa di un problema fisico. E allora il successo è diventato un modo per dirle grazie.
Perché dietro ogni atleta, anche amatoriale, c’è sempre qualcuno che sostiene, incoraggia, aspetta.

A 70 anni e oltre, salire ancora sul gradino più alto del podio significa lanciare un messaggio chiaro: gli obiettivi non diventano impossibili con il tempo, diventano semplicemente più preziosi.
E Monte Urano, il 1° febbraio, ha incoronato ancora una volta un campione. Non solo di ciclocross, ma soprattutto di determinazione.

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