Fine vita, diritto e cure proporzionate: al Miulli il convegno sulla dignità della persona

L’evento promosso dalla Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti in collaborazione con l’Ospedale Miulli rappresenta un incontro multidisciplinare tra etica, medicina e normativa, in occasione della XXXIV Giornata Mondiale del Malato

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Il complesso rapporto tra diritto, etica medica e tutela della dignità della persona torna al centro del confronto scientifico e sociale ad Acquaviva delle Fonti. Mercoledì 11 febbraio 2026, a partire dalle ore 14.30, la Sala Convegni dell’Ospedale “F. Miulli” ospita il convegno dal titolo “Fine vita: diritto e cure proporzionate”, promosso dalla Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti in collaborazione con l’Ospedale Miulli. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle celebrazioni della XXXIV Giornata Mondiale del Malato e si avvale del patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana, assumendo così un valore particolarmente significativo.

Il convegno intende offrire uno spazio di riflessione volto a promuovere una cultura della cura capace di evitare sia la deriva eutanasica sia l’accanimento terapeutico, riaffermando la centralità della dignità della persona in ogni fase dell’esistenza. Il paziente, dal nascere fino alla conclusione naturale della vita, è chiamato a essere rispettato, accompagnato e sostenuto attraverso scelte cliniche proporzionate, responsabili e autenticamente umane. Questa prospettiva richiama direttamente la missione della Chiesa, chiamata a farsi prossima a chi soffre senza alcuna distinzione, prendendosi cura del malato anche quando è fragile, solo o sconosciuto. Una missione che non riguarda esclusivamente il paziente, ma coinvolge anche familiari e caregiver, spesso gravati da un carico emotivo e assistenziale che richiede ascolto, sostegno e accompagnamento costante.

In tale cornice, l’iniziativa si pone in profonda sintonia con il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, intitolato “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. La parabola evangelica del buon Samaritano diventa così paradigma di una cura che nasce dall’incontro, dal fermarsi e dal farsi vicini, condividendo il tempo e il peso della sofferenza. Una compassione che supera il gesto individuale per tradursi in una rete di relazioni tra operatori sanitari, istituzioni, famiglie e comunità, rendendo la cura dei malati una vera azione ecclesiale, capace di incarnare l’amore per Dio in una responsabilità concreta verso ogni persona ferita nel corpo e nello spirito.

Fulcro della giornata di studi sarà l’approfondimento di una tematica che richiede oggi una sintesi sempre più rigorosa tra competenze diverse. L’argomento verrà affrontato attraverso un approccio multidisciplinare, capace di andare oltre la cronaca per entrare nel merito delle complesse implicazioni tecnico-giuridiche e delle dinamiche sanitario-amministrative. Sul piano giuridico, il confronto si concentrerà sull’evoluzione della giurisprudenza e sulle responsabilità civili e penali connesse alle decisioni cliniche, analizzando il tentativo dell’attuale quadro normativo di tutelare l’autodeterminazione del paziente senza esporre il medico a un vuoto di protezione giuridica. Parallelamente, l’analisi sanitario-organizzativa affronterà gli aspetti concreti della gestione delle cure, soffermandosi non solo sull’appropriatezza dei trattamenti e sui protocolli in ambito intensivo, ma anche sull’organizzazione dei percorsi ospedalieri necessari affinché il principio di proporzionalità delle cure si traduca in pratiche operative etiche, sostenibili e rispettose della dignità umana.

Al dibattito prenderanno parte autorevoli relatori: il Professor Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma e Presidente del Centro Studi Scienza & Vita della CEI, che approfondirà le implicazioni giuridiche del fine vita, e il Professor Marco Ranieri, Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del Policlinico di Bari e Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, che offrirà il contributo della sua esperienza clinica e accademica. I lavori saranno coordinati dal Professor Salvatore Maurizio Maggiore, Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale “F. Miulli” e Professore Ordinario presso l’Università LUM “Giuseppe Degennaro”, in qualità di chairman della giornata.

Il momento conclusivo dell’incontro sarà affidato a S.E. Monsignor Giuseppe Russo, Vescovo della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e Governatore dell’Ospedale “F. Miulli”. Le sue riflessioni permetteranno di sintetizzare i punti emersi durante il confronto, ribadendo l’impegno dell’istituzione nel promuovere una cultura della cura che, in sintonia con lo spirito della Giornata Mondiale del Malato, sappia coniugare l’eccellenza della tecnica con la profonda attenzione pastorale e umana verso chi soffre.

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