La fede fino al sacrificio: Bartolomeo Posa nel ricordo di Domenico Maurizio

Bartolomeo Posa sacrestano della Cattedrale di Acquaviav delle Fonti
Il sacrestano della Cattedrale diede la vita per evitare la profanazione del Tabernacolo
Il ricordo e la memoria rappresentano strumenti peculiari per preservare l’identità e la storia di una comunità. Ricordare le persone che non ci sono più significa riconoscere il valore del loro contributo sociale, culturale ma soprattutto umano. La memoria dovrebbe esser un impegno collettivo: attraverso di essa si costruisce continuità, si trasmettono valori e si mantiene vivo il legame con chi ha lasciato un segno significativo nelle nostre vite e in quella della comunità in cui viviamo.
L’acquavivese Domenico Maurizio da anni porta avanti il ricordo di quello che considera un caro amico, Bartolomeo Posa scomparso il 29 gennaio del 1993 all’età di 39 anni, dopo un aggressione.
Domenico aveva frequentato con Bartolomeo la scuola media. Crescendo i due, pur avendo un vissuto differente, erano rimasti legati da un’amicizia sincera. Bartolomeo conosciuto in Paese anche come Alberto o Berto era divenuto sacrestano della nostra Chiesa Matrice.
«Un uomo semplice, molto mite – racconta Domenico Maurizio – con una fede autentica, a cui piaceva molto anche la musica liturgica”.
Bartolomeo Posa venne aggredito nel gennaio del 1993 da due malviventi che si introdussero in Chiesa, per commettere un furto.
«Molto probabilmente Bartolomeo – continua Domenico – venne aggredito e picchiato nel tentativo di evitare la profanazione del Santissimo. Diede la sua vita per proteggere il Tabernacolo. Per questo secondo me è un “Martire”».
Nella serata di oggi giovedì 29 gennaio, giorno dell’anniversario della sua morte, alle ore 18:00 Bartolomeo Posa verrà ricordato durante la Celebrazione Eucaristica nella chiesa di San Francesco d’Assisi.
Domenico Maurizio non ha mai dimenticato l’amico Bartolomeo e vorrebbe che la sua memoria e la sua condotta non fosse dimenticata, nè dalla Chiesa nè dalle Istituzioni locali.
«Il mio auspicio – conclude Domenico Maurizio – è che soprattutto la Chiesa locale non dimentichi l’esempio di martirio del caro Bartolomeo ma che si adoperi perché quanto da lui fatto rimanga nella memoria di tutti».





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