Progetto Erasmus: cooperazione tra scuole diverse in Europa

Erasmus
Al progetto Erasmus di quest’anno, curato dall’Istituto Canudo – Marone – Galilei, hanno partecipato alcuni nostri concittadini. Giovani studenti meritevoli che, grazie al loro duro lavoro, si sono guadagnati senz’altro un’esperienza straordinaria che ha arricchito il loro bagaglio culturale.
Un gruppo di studenti acquavivesi dell’I.I.S.S. Canudo – Marone – Galilei sono stati tra i protagonisti che hanno partecipato al progetto Erasmus, curato dalla referente scolastica per l’Erasmus, professoressa Piera De Giorgi.
La scuola, grazie ai professori che hanno lavorato in sinergia per presentare il progetto che li ha visti vincitori del finanziamento del PNRR, ha potuto dare l’opportunità a questi ragazzi che, con il loro duro lavoro, impegno e la loro voglia di mettersi costantemente in gioco si sono ampiamente meritati di rappresentarci in Europa.
Tre le destinazioni della mobilità. Il primo gruppo, partito nel mese di ottobre ha soggiornato in Lettonia mentre le altre due comitive, partite l’ultima settimana di novembre, sono state ospitate in Polonia e in Spagna.
Gli alunni, durante la loro settimana di permanenza all’estero hanno svolto nelle scuole attività laboratoriali cimentandosi in diversi lavori. Focus del progetto è appunto lo scambio culturale per sviluppare competenze linguistiche e trasversali, stimolare l’inclusione, la cittadinanza attiva e la crescita personale, migliorando al contempo l’insegnamento e la cooperazione tra scuole diverse in Europa.
Abbiamo chiesto a due delle nostre concittadine: Giada Ferrulli e Matilde Casamassima com’è stata quest’esperienza.
Giada ci racconta che per lei è stata “un’esperienza ricca ed entusiasmante”. Spiega di sentirsi profondamente arricchita, soprattutto dal punto di vista linguistico: “Trovarsi all’estero e avere la possibilità di parlare fluentemente l’inglese permette di acquisire competenze che saranno utilissime sia nel percorso scolastico sia nel prossimo futuro”.
Matilde aggiunge che essere ospitati in una famiglia locale rappresenta “un vero plus”, perché consente di entrare in contatto con abitudini, culture e modi di vivere diversi dai propri: “ci ha indubbiamente aiutato a maturare e a responsabilizzarci”.
Entrambe le ragazze concludono sottolineando quanto questa esperienza abbia lasciato un segno profondo: “In definitiva dicono, è stata davvero un’esperienza fantastica”.





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!