Olivia femmina di labrador sul podio con il suo padrone Vito Caroli grazie al suo olfatto

Caroli

L’educazione del cane è necessaria per una piacevole convivenza con gli essere umani. I percorsi di addestramento rendono questo possibile

11 commenta

Il cane è considerato il miglior amico dell’uomo per la sua lealtà incondizionata, la capacità di offrire supporto emotivo e per lo stretto legame che si è sviluppato con gli esseri umani nel corso di millenni. La sua fedeltà, l’affetto, l’empatia e la capacità di comprendere gli stati d’animo umani lo rende compagno unico e prezioso.

Purtroppo, però, certi comportamenti tenuti da alcuni padroni creano ostilità contro i cani.
Volere bene ai propri animali vuol dire anche far in modo che gli stessi instaurino un rapporto di civile convivenza con il prossimo adottando comportamenti responsabili che considerano la sicurezza e il comfort di chi non ama o teme i cani.

C’è infatti chi, per esempio, porta i propri amici a quattro zampe nelle piazze o in grandi spazi aperti e li lascia liberi di giocare, magari anche lanciandogli una palla, non curanti dei passanti, siano anziani, disabili o signore con il passeggino. Ahimè, si sa, il cane, in questo caso, preso dal gioco e dall’euforia di certo non si preoccupa di evitare i passanti. E se qualcuno cade? La colpa ricade sull’animale. Ci sono deiezioni canine sui marciapiedi? Colpa dei cani!

Ma è davvero così? La colpa e dei cani o dei loro padroni?

I cani vanno educati e questa responsabilità spetta ai loro padroni come ci spiega Vito Caroli.
Questo è stato il motivo che lo ha spinto a iniziare un percorso di addestramento alle sue due femmine di labrador, Olivia e Margot. In quest’ambito è nato l’interesse nei confronti della ricerca olfattiva sportiva e delle competizioni collegate a questa disciplina che hanno visto uno dei suoi amici a quattro zampe a salire sul podio. Ma la passione per le gare è scaturita in un secondo momento.

“E’ iniziato – dice Caroli – tutto dalla necessità di dare l’educazione di base ad Olivia e Margot, cioè insegnare loro la condotta “al piede” di chi li conduce, il disinteresse per gli altri umani, la capacità di riconoscere il pericolo che deriva dalle macchine che circolano per strada, l’abitudine di fare i bisogni non sul marciapiedi ma sulla strada, l’attitudine ad entrare in casa solo dopo che è entrato il padrone, l’abitudine a non entrare in determinati ambienti.… Tante piccole cose che sembrano banali ma che invece sono fondamentali.

Per l’addestramento – continua Caroli – ci siamo rivolti ad un club cinofilo, JACOCLUB, presente nella città di Bari, una scuola che esiste da tanti anni nata con la vocazione per l’addestramento e l’agility, ma che da qualche anno ha abbracciato altre discipline tra cui sta prendendo piede soprattutto la ricerca olfattiva sportiva.
Frequentando per oltre un anno Jacoclub – l’addestramento di base completo non si acquisisce in poche settimane – abbiamo scoperto la ricerca olfattiva sportiva e quasi per gioco abbiamo cominciato ad appassionarci – dice Caroli.
Per questo genere di competizione ci sono diversi livelli. Si comincia dal livello più basso, che è quello dei pre-debuttanti e banalmente il cane deve individuare l’odore nascosto sotto una coppetta di plastica tra 14 coppette tutte uguali. Poi si passa al livello superiore che è quello dei debuttanti e aumenta il numero delle coppette e piano piano aumenta la complessità.

Olivia – continua Caroli – addestrata da Chiara Comes, istruttrice di Jacoclub, è in classe 1 che prevede una parte di obbedienza in cui il cane deve dimostrare di seguire il padrone “al piede” senza la necessità di impartire comandi, svoltando nella stessa direzione seguita dal padrone e deve rimanere seduto al comando “resta” quando il padrone si allontana e poi una ricerca olfattiva che non è più fatta con le coppette allineate ma in un ambiente allestito ad hoc, in cui ci sono svariati oggetti e figuranti umani e in cui il cane deve individuare l’odore target, un po’ come i cani delle forze di polizia, tralasciando le esche che vengono messe apposta per essere discriminate”.

Il regolamento CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) stabilisce che per partecipare a questi corsi occorre che il cane abbia compiuto un anno di vita mentre, per il corso di addestramento di base, come consigliato dai veterinari, è auspicabile che il cane inizi dopo il terzo mese di vita quando non è più soggetto a contaminazioni esterne.

 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!