Identità digitale, accordo rinnovato tra governo e gestori spid

Identità digitale
E’ stato rinnovato, fino al 2030, l’accordo che stabilisce che la convenzione per la gestione del Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID, continuerà a funzionare per altri 5 anni. L’obiettivo, tuttavia, é un modello unico, semplice e pienamente integrato con gli standard europei.
L’8 ottobre scorso si è concluso l’accordo tra i gestori di identità digitale e il governo che stabilisce che la convenzione per la gestione del Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID, continuerà a funzionare fino al 2030.
L’intesa è stata raggiunta sul fil di lana, visto che la scadenza per l’accordo era fissata per il 9 ottobre. Si è rischiato, fino all’ultimo, di veder scomparire uno dei sistemi più utilizzati dagli italiani per l’accesso alla PA e ai servizi digitali.
L’obiettivo, tuttavia, come più volte ha ribadito il governo è quello di utilizzare, il prima possibile, un sistema di identità digitale fondato su un wallet digitale integrato negli smartphone.
Nel mentre, però, sarà ancora utilizzato lo spid che, secondo la trattativa siglata, avrà una validità iniziale di due anni, con la possibilità di proroga per ulteriori 36 mesi, raggiungendo così un limite massimo di cinque anni complessivi.
Un’ulteriore novità in arrivo riguarda lo sviluppo di SPID per professionisti e persone giuridiche, così da rendere più incisivo il ruolo come infrastruttura nazionale a supporto di imprese, ordini professionali, associazioni di categoria e loro dipendenti.
La sottoscrizione della convenzione, inoltre, apre la strada all’introduzione di un costo per l’utilizzo dello Spid.
Alcuni gestori avevano già imboccato questa strada, altri, invece, come Poste Italiane, principale erogatore del servizio nel Paese, avevano mostrato maggiore cautela.





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