
Auto Carabinieri
Grazie nonna, grazie carabinieri!
Il birbante telefona e la nonna risponde. Il fatto si conclude con l’intervento dei Carabinieri chiamati dalla nonna e il fermo del birbante e del suo complice
Sono le 13:30 di venerdì 19 settembre quando lo squillo del telefono della propria abitazione interrompe il pranzo familiare: “Pronto, chi parla?”.
Inizia così la telefonata che porterà dopo circa mezzora all’arresto di due malintenzionati con l’intento di truffare una anziana della somma di 6.800 euro.
Il metodo è sempre lo stesso infatti mentre al telefono un terzo birbante interloquisce con l’anziano, i suoi compari si trovano all’esterno dell’abitazione.
Insomma, secondo il birbante, colei che chiamava nonna avrebbe dovuto aiutare la figliola perché trattenuta in caserma a seguito dell’arresto alle poste per non aver pagato alcune rate andate in protesto. Quindi, la nonna consegnando 6.800 euro all’incaricato, che aspettava fuori, avrebbe salvato dall’arresto la figlia. Ma la nonna riferisce di non avere tutta quella somma in casa ma di disporre solamente di una minima parte. Il birbante allora consiglia alla nonna di trovare degli oggetti in oro da dare in garanzia fino a quando la figlia avrebbe ricevuto la somma di denaro prenotata in banca per il pomeriggio.
Durante la telefonata, giungono sul posto i carabinieri chiamati col cellulare dalla nonna insospettita da quella richiesta così strana. I militi intercettano una Fiat 500 di colore grigio, ultimo modello, che alla loro vista accelera cercando di far perdere le proprie tracce. Ma, dopo pochi metri, la Fiat 500 viene bloccata ed il suo conducente fermato e scortato in caserma. Un secondo complice, ovvero l’incaricato che avrebbe dovuto ricevere l’oro dalla nonna, si dà alla fuga. I carabinieri seguono le sue tracce, organizzano una serie di controlli fino a quando lo fermano nella stazione ferroviaria.
Dopo l’interrogatorio e la deposizione di chi ha subito il tentativo della truffa sarà il Magistrato a decidere la sorte di questi due: il birbante e l’incaricato ovvero due stranieri residenti da diversi anni nella provincia di Napoli.
Ma chi è la nonna? Non interessa il suo nome, ma invece preme sottolineare come un cittadino attento sia stato capace di allertare le forze dell’ordine e di non cadere nel tranello. Altri soggetti non hanno fatto nulla per meritare post, menzioni, recensioni. Il resto viene chiamato FAKE NEWS.




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