Negozi poco accessibili nella Capitale: troppe barriere architettoniche

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Da diverso tempo ormai, sono numerose le associazioni locali che lamentano l’eccessiva presenza di barriere architettoniche negli esercizi commerciali della Capitale
Nonostante le oggettive difficoltà che, oggi come oggi, incontra chi sceglie di aprire un’attività che prevede un punto vendita fisico, scegliere la piazza di Roma per il proprio negozio ha sempre il suo perché. Dopotutto, si parla della Città Eterna, di uno dei punti di riferimento del turismo mondiale, religioso e non solo (se stai pensando di iniziare un business di questo tipo, puoi trovare diversi immobili commerciali in vendita a Roma su questa pagina).
Tra gli aspetti fondamentali da considerare per avere successo oggi rientra l’attenzione all’accessibilità. Da diverso tempo ormai, sono numerose le associazioni locali che lamentano l’eccessiva presenza di barriere architettoniche negli esercizi commerciali della Capitale.
Si tratta, come evidenziato da un articolo dedicato del Corriere della Sera uscito lo scorso mese di gennaio, di una problematica trasversale, che riguarda sia le periferie, sia quartieri centrali come il rione Prati.
Le associazioni richiedono maggiori controlli in tutta la città
Bagni inaccessibili per chi ha disabilità motorie, scalini all’ingresso e all’interno e molto altro: sono diverse le tipologie di barriere architettoniche che rendono ostico, per non dire impossibile, l’accesso ai negozi, ai bar e ai ristoranti di molte vie di Roma.
Come poco fa accennato, il problema è al centro dell’attenzione di varie associazioni che si occupano dei diritti dei disabili. Tra queste, è possibile citare la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.
La sua collaboratrice Elisa Marino, nel corso di una recente intervista rilasciata a una testata di settore, ha parlato della necessità impellente di controlli in tutta la città, chiamando in causa proprio l’esempio di un ristorante con bagno inaccessibile.
Ha fatto altresì presente l’importanza di fornire, in concomitanza con la concessione della licenza per l’apertura di un locale, una formazione adeguata dedicata alle normative inerenti l’accessibilità degli esercizi commerciali.
Fare attenzione a questo aspetto, come evidenziato sempre dalla Marino, può rivelarsi una preziosa opportunità di guadagno per gli esercenti che, pur avendo scelto un contesto urbano molto più frequentato di altri, devono comunque fare i conti con il carovita e con l’aumento dei costi energetici, senza dimenticare quelli per l’occupazione di suolo pubblico (che citeremo nelle prossime righe).
Semaforo verde per i centri commerciali, rosso per gli altri esercizi della Capitale
La situazione nei centri commerciali, come sottolineato negli ultimi mesi dagli esponenti delle associazioni che si occupano di diritti dei disabili, è decisamente migliore rispetto a quella degli altri esercizi commerciali della Capitale.
Rappresentanti come la Marino hanno fatto presente una problematica di forte rilevanza per gli esercenti, ossia la necessità di versare al Comune, in caso di occupazione del suolo pubblico con pedane o altri ausili per favorire l’accesso dei disabili, ingenti cifre.
Da più parti è stata sollevata anche la problematica degli edifici storici, soggetti a normative che rendono oggettivamente più difficile l’adeguamento alle esigenze dei clienti con disabilità.
L’opinione dei rappresentanti delle associazioni dei diritti dei disabili è unanime: quando si parla di accessibilità degli esercizi commerciali e di bar e ristoranti, è prioritario punire chi non si attiene alle regole, eliminando qualsiasi balzello.
Essenziale a tal proposito è partire dal lavoro sulla mentalità, con la costruzione di un mindset che elimini totalmente la distinzione tra clienti di serie A e di serie B.
Negozi e non solo: il problema dei mezzi pubblici
Ancora prima dell’ottimizzazione dell’accessibilità dei negozi è essenziale, a detta di chi parla per le realtà sopra citate, agire anche sui mezzi pubblici.
In tanti, infatti, hanno sottolineato come a Roma siano spesso non funzionanti le pedane dei bus.
Ciò rende frequentemente necessario, nei casi in cui il passeggero si muove in sedia a rotelle, l’intervento dell’autista, cosa impensabile in una città dove, per coprire lunghe distanze e raggiungere il centro storico in tempi brevi, i mezzi pubblici sono la principale alternativa.





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