Acquaviva riscrive la sua Storia?

Nunzio Mastrorocco

Scoperte archeologiche a piazza Vittorio Emanuele II ad Acquaviva potrebbero riscrivere la storia locale. Approfondimenti necessari per valutare le implicazioni e adottare misure adeguate.

9 1 commento
Scavi Piazza Vittorio Emanuele II

In città ormai da giorni non si parla d’altro! I recenti rinvenimenti emersi durante i lavori di riqualificazione di piazza Vittorio Emanuele II potrebbero riscrivere le origine della storia di Acquaviva delle Fonti? E’ troppo presto per rispondere a questa domanda; per ora è solo possibile viaggiare nel campo della immaginazione con prime (più o meno) non documentate suggestioni!

Da un recentissimo comunicato congiunto della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari e del Comune di Acquaviva si apprende che appena sotto il piano lastricato della piazza (oggetto dei contingenti lavori) stanno emergendo strutture murarie ipoteticamente databili ad epoche comprese tra Medioevo ed Età moderna; per il vero, già alcuni anni fa durante precedenti lavori a ridosso di Palazzo de Mari avevamo dato evidenza di documenti cinquecenteschi che ne attestavano la presenza.

Per altro verso, la suddetta nota fornisce una notizia di altrettanto grandissimo interesse; risultano, infatti, portati alla luce i resti di una struttura funeraria in lastre calcaree apparsi a circa due metri sotto l’attuale piano di calpestio, ed in questa primissima fase, attribuita – dagli studiosi impegnati nei lavori – ad un’epoca preromana. Questo potrebbe prefigurare un’inedita pagina di storia finora tracciata solo a fosche linee? (Cfr. Lucarelli et Altri).

Nelle nostre terre della Peucezia interna abbiamo evidenze di presenze antropiche già a partire dall’età del Ferro fino all’età romana primo-imperiale. Si pensi a Monte Sannace (o Salentino) la cui massima floridezza è collocabile nei secoli VI–III a.C. e in particolare alla fase ellenistica; tale insediamento nella seconda metà del IV secolo a.C. si circondava di mura difensive che disegnavano la suddivisione del centro in acropoli e abitato.

E’ noto che fino all’VIII secolo a.C., l’abitato consisteva di un agglomerato di capanne in paglia e fango per pochissimi nuclei familiari; solo intorno al V secolo a.C. compaiono i primi complessi abitativi e si avviano rapporti commerciali organizzati tra il mondo peuceta e la Grecia. L’insediamento di Monte Sannace offre edifici a pianta rettangolare in alcuni casi con decorazioni architettoniche policrome. Anche la struttura sociale mostra un parallelismo con le società elleniche come dimostrano le diverse tipologie di tombe rinvenute ed appartenenti ad esponenti di differenti ceti sociali.

La Storia ci dice che nella Magna Grecia, l’ascesa di Taranto e la sua bramata indipendenza dalle città greche porterà ad un periodo di conflittualità cui anche i territori della Murgia non potranno sottrarsi avviando un periodo di oscurantismo che si ripercuoterà ugualmente su una minore quantità e qualità di materiale ceramico rinvenuto (come attestato anche nella nostra Salentino).

Dal III secolo a.C. il rinvenimento di tombe monumentali lascia trapelare una nuova crescita della cultura ellenistica che continuerà fino alle prime incursioni e conquiste romane allorquando i territori della Peucezia interna perderanno importanza trovandosi esclusi dalle principali vie di comunicazione romane ed avviando (Monte Sannace, Salentino, …) un lento processo di abbandono e spopolamento.

Il rinvenimento di una tomba nel centro di Acquaviva lascia suggestionare che un insediamento coevo a Monte Sannace potrebbe essere sorto anche nel nostro territorio; d’altronde sarebbe errato immaginare la presenza di centri urbani assimilabili a quelli sorti solo in epoca tardo-antica ed alto medievale, ma l’esistenza di casali e piccoli agglomerati potrebbe giustificare la presenza di tombe come quella rinvenuta recentemente sotto una piazza attraversata per oltre un secolo e mezzo da migliaia di acquavivesi.

Gli scenari che si aprono sono davvero tanti e possono comportare scelte complesse; spetta alle Istituzioni competenti (Soprintendenza, Comune, Università degli Studi, …) realizzare – con i tempi che ci vorranno – gli opportuni approfondimenti mediante saggi e/o campagne di scavi, al fine ultimo di adottare le misure più opportune ed adeguate, capaci di interessare il nostro territorio da un “rinvigorimento” che non sarà (e non deve essere!) solo storico e culturale ma che potrà ingenerare effetti sociali, economici ed occupazionali sull’intera nostra Comunità e sulle future generazioni di acquavivesi.

 

 

 

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Commenti

  • Marco piconio (utente non verificato)

    Bravo Nunzio e complimenti per questa tua indiscussa valutazione di questi importanti rinvenimenti storici