Attualità

La protesta degli autotrasportatori contro il “caro gasolio”

La Redazione
Rallentamenti sulla SS16 per la protesta degli autotrasportatori
Le motivazioni delle categorie vessate dal caro carburante ed all'aumento esponenziale dei costi a tutti i livelli
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Gli autotrasportatori stanno fermando i loro mezzi, incrociando le braccia e bloccando il trasporto e la fornitura di prodotti. L’aumento dei prezzi del gasolio è stata la grossa “goccia” che ha fatto traboccare il vaso della disperazione di un settore in ginocchio per l’incremento dei costi anche dei pneumatici, dei pedaggi autostradali e così via.

Senza interventi di sostegno da parte del governo, in molte rischiano la chiusura: è l'appello di Vincenzo Loconte responsabile della federazione settore autotrasporti e logistica della CONFIMPRESAITALIA BAT. "Oltre al caro carburanti le nostre imprese pagano un pesante deficit infrastrutturale, a questo va aggiunto il caro bolletta, alcune aziende della logistica operano nell'ambito dei prodotti deperibili con grandi consumi di energia elettrica",  Ma la crisi di oggi ha radici lontane. Da almeno un anno le imprese dei trasporti hanno visto aumentare i costi di gestione dell’80%. Non solo caro carburante, che sfiora ormai i 2 euro al litro, ma anche i pedaggi, gli stipendi, la stessa manutenzione dei mezzi.

Una crisi che i trasportatori hanno scelto di combattere in maniera pacifica, ma decisa: ritardando o annullando la consegna delle merci, per creare problemi alle aziende, le sole ‐ dicono ‐  ad avere un peso specifico nelle contrattazioni con il governo. In un contesto di mercato in cui si cominciano a sentire gli effetti concreti dell'aumento dei costi, soprattutto per quel che riguarda l'energia e i carburanti, Confimpresaitalia Bat chiede un intervento immediato da parte delle autorità. Occorre agire con tutte le iniziative possibili per evitare tensioni sociali e per contenere l'aggravio di costi sulle famiglie e sulle imprese, che può avere pesanti ricadute sul sistema economico del Paese, già impegnato in un difficile percorso di ripresa.

Gli autotrasportatori ricordano l'impegno durante il lockdown del 2020: "Abbiamo servito il Paese entrando nei focolai, non fermandoci mai, eravamo considerati degli eroi, adesso siamo nessuno", dice Loconte Vincenzo di Confimpresaitalia Bat "L'aumento dei prezzi si ripercuote sulle famiglie italiane, e noi come abbiamo dimostrato nelle fasi più critiche della pandemia non abbiamo mai mollato portando alla gente quello che era necessario per sopravvivere, oggi lo Stato ci ignora non considerando che siamo dei professionisti". Continua Loconte dicendo  “E' necessario far sentire la voce degli autotrasportatori al governo circa l'aumento della benzina, dei ricambi, del costo degli pneumatici e perché venga riconosciuto il lavoro usurante. Chi non vive queste realtà non le potrà mai comprendere". Gli autotrasportatori della Bat chiedono a  Comune, provincia e Regione, di  raccogliere le istanze degli autotrasportatori della BAT,  convocando  un tavolo permanente urgente di confronto per ascoltare le istanze degli autotrasportatori e scongiurare un ulteriore protrarsi del fermo.”   Vincenzo Loconte responsabile della federazione settore autotrasporti e logistica della CONFIMPRESAITALIA BAT, fa notare come gli autotrasportatori parlano di "concorrenza sleale", con un rincaro dei prezzi che non tiene conto del costo della vita, "Il settore degli autotrasporti va riformato, sono vent'anni che sollecitiamo un intervento risolutivo, ma non veniamo ascoltati”

venerdì 25 Febbraio 2022

(modifica il 12 Luglio 2022, 13:05)

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