Acquaviva: terza indagine sull’uso della mascherina

Nunzio Mastrorocco

Terza indagine esplorativa sull’uso dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) in Acquaviva delle Fonti nel periodo 13-18 ottobre 2020

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Nell’ambito dell’emergenza COVID-19, il presente documento sintetizza gli esiti di una terza indagine esplorativa condotta sull’uso dei Dispositivi Individuali di Protezione (DPI) in Acquaviva delle Fonti.

Lo studio sebbene costruito secondo parametri e metodologie statisticamente corrette non può essere considerato rappresentativo della popolazione “universale” di Acquaviva ma fornisce elementi utili a delineare il fenomeno nel territorio osservato.

La selezione dei casi esaminati ha tenuto conto del metodo di campionamento causale semplice rispetto ai principali centri di aggregazione pubblica della Città.

L’analisi è realizzata nell’ambito del quadro normativo di cui: al Decreto Legge 16.05.2020, n. 33, al DPCM 17.05.2020, al DPCM 13.10.2020, all’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale della Puglia n.237/2020, all’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale della Puglia n.374/2020, ovvero, all’obbligo di usare dispositivi di protezioni delle vie respiratorie (mascherine) in tutti i luoghi all’aperto in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno un metro, durante l’intera giornata, e comunque negli spazi all’aperto di pertinenza di luoghi e locali aperti al pubblico, nonché in tutte le aree pertinenziali delle scuole di ogni ordine e grado o antistanti ad esse (come ad esempio piazzali e marciapiedi davanti agli ingressi e alle uscite degli istituti scolastici), nonché in tutti i luoghi di attesa, salita e discesa del trasporto pubblico, fermo restando il divieto di assembramento e l’obbligo di rispettare il distanziamento fisico.

E’ stato registrato come “non corretto” l’utilizzo dei DPI nei seguenti casi: – assenza di mascherina;

– mascherina sotto il mento;

– mascherina slacciata;

– mascherina sotto il naso;

– mascherina appesa al collo.

Evidenze in sintesi

I casi osservati sono stati 718 (390 uomini, 328 donne) e rilevati nel periodo dal 13 al 18 ottobre 2020.
L’uso corretto della mascherina si registra nel 78,6% dei casi osservati; in circa 4 casi su 5 se ne fa il giusto utilizzo.

Rispetto
alle precedenti osservazioni (maggio e giugno scorsi) il gap di
‘genere’ si è ridotto; tuttavia anche in questa terza indagine le donne
sono (seppur leggermente) più “regolari” rispetto agli uomini; oltre
l’80% del gentil sesso si dimostra conforme all’uso del DPI. Per la
compagine maschile la percentuale scende al 77,2% del proprio aggregato.

Rispetto alla fascia di età:

– i bambini/adolescenti sono i più “disciplinati”: in oltre l’86% dei casi osservati si utilizza correttamente la mascherina;
– poco più di 4 giovani su 10 usano in maniera non corretta il DPI;
– 3 giovani/adulti su 10 non rispettano la normativa in materia di
DPI;- molto buono è il livello di correttezza degli anziani che in 8
casi su 10 si dimostrano ossequiosi delle disposizioni normative.

Confrontando
i dati di questa rilevazione con quelli delle prime due indagine (di
maggio e giugno 2020) si evince in maniera molto evidente come dopo un
brusco aumento dell’irregolarità (da maggio a giugno) oggi vi sia una
maggiore attenzione e sia cresciuto enormemente il senso di
responsabilità in merito al giusto utilizzo dei DPI.

Molto
sinteticamente: durante la settimana 18-23 maggio 2020 in 2 casi su 3
l’uso della mascherina era corretto, nella settimana del 3-9 giugno 2020
le ‘parti’ si invertirono e si registrava che i 2/3 del campione faceva
un uso non ortodosso ed a norma del DPI, nell’attuale rilevazione oltre
il 78% degli ‘osservati’ si mostra in linea con le disposizioni
normative ma non basta!

Occorre ancora puntare ad incidenze più elevate e rassicuranti.

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