Istituita la “Rete regionale dei servizi per la terapia anticoagulante”

Tra le strutture identificate dalla Regione il “Miulli” di Acquaviva delle Fonti e l’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”
Nonostante il periodo di grande difficoltà
causato dal diffondersi dell’epidemia da COVID-19, prosegue l’attività della
Regione Puglia finalizzata al perseguimento di obiettivi strategici per il
territorio, soprattutto in ambito sanitario.
Ad esito di un lungo lavoro
preparatorio e istruttorio – che ha coinvolto dirigenti e funzionari regionali,
direzioni delle aziende sanitarie pugliesi, esperti – con una deliberazione
adottata martedì scorso (10 marzo) dalla Giunta regionale, è stata istituita la
“Rete Terapia Anticoagulante”, con la conseguente individuazione, per
ciascuna provincia pugliese, dei “Centri di Sorveglianza della Terapia
Anticoagulante” (CSA) e dei “Centri Antitrombosi” (CAT).
A darne notizia, con una nota, è il consigliere
regionale, Enzo Colonna.
«La terapia anticoagulante
orale (TAO) – afferma Colonna – rappresenta il trattamento di elezione per la
prevenzione e la cura delle malattie tromboemboliche, tra le quali rientra la
fibrillazione atriale. Il suo scopo fondamentale è ridurre, in modo controllato
e reversibile, la coagulabilità del sangue per ottenere la massima protezione
possibile dagli incidenti tromboembolici e il minimo rischio di emorragie. La
TAO, pertanto, è da considerarsi una terapia salvavita alla quale viene
sottoposto un numero sempre maggiore di pazienti che, in Puglia, è stimato in
più di 80 mila soggetti».
L’importanza di questa terapia si è reso necessario impostare nella nostra
regione, sulla base della nuova organizzazione ospedaliera e della conseguente classificazione
degli ospedali, percorsi strutturati e omogenei, sotto il profilo clinico, in
tutto il territorio, con approcci uguali nella presa in carico dei pazienti
affetti da patologie croniche in trattamento con terapia anticoagulante, in
modo da garantire l’appropriatezza e l’efficacia delle prestazioni erogate.
La nuova Rete regionale – come afferma
nella nota il consigliere Regionale – prevede due distinti livelli:
- il primo contempla l’attività
di sorveglianza e i follow-up gestiti dai Centri di Sorveglianza della terapia
anticoagulante (CSA) istituiti in ambienti extraospedalieri (e cioè presso i
presidi territoriale di assistenza – PTA), negli Ospedali di Base o in quelli
di I Livello, - il secondo, la gestione delle
complicanze (come, ad esempio, emorragie maggiori e trombosi) o comunque dei
pazienti più complessi, gestiti presso i Centri Antitrombosi (CAT) istituiti
prioritariamente nelle strutture ospedaliere di II Livello, che comunque
svolgeranno le attività di primo livello.
«Si tratta di un provvedimento di straordinaria importanza dal momento che la
Rete, così come strutturata e organizzata in Puglia, non ha precedenti in
Italia, per la complessità e la capacità di integrazione tra diversi livelli e
diverse strutture, ponendosi come una vera e propria avanguardia in questo
settore» -commenta Colonna.
L’obiettivo fondamentale, infatti, è proprio quello di garantire l’integrazione
dei CSA e dei CAT con le strutture ospedaliere, i Medici di Medicina Generale
(MMG), gli specialisti di settore (cardiologi, angiologi, ematologi e altri) e
le strutture di assistenza territoriale e domiciliare, implementando al
contempo sistemi di monitoraggio delle attività, capaci di definire le ricadute
cliniche e assistenziali delle attività stesse.
Nell’ambito di questa complessa architettura, per quanto riguarda l’area
barese, sono stati individuati come CSA (primo livello) gli Ospedali di
Monopoli, Molfetta, San Paolo di Bari, Corato, “Miulli” di Acquaviva delle
Fonti, oltre al PTA di Triggiano, ai Distretti Socio-Sanitarii di Gioia del
Colle, di Ruvo-Terlizzi e di Bitonto. Come CAT (secondo livello), invece, con
funzioni sia di sorveglianza epidemiologica che di riferimento per i pazienti
maggiormente critici o pazienti inviati dal medico di medicina generale o dallo
specialista presente sul territorio, sono stati individuati, nell’area barese,
il Policlinico e l’Ospedale “Di Venere”, entrambi a Bari, e l’Ospedale della
Murgia “Fabio Perinei”.
«A questo riguardo – commenta Colonna – sono particolarmente orgoglioso del
fatto che sia stata riconosciuta questa importantissima funzione all’Ospedale
della Murgia che conferma, in tal modo, la sua ritrovata centralità nell’ambito
delle politiche sanitarie della Regione Puglia, certificata anche dal suo
riconoscimento come Ospedale di I Livello nel nuovo Piano di Riordino
Ospedaliero».
«In particolare, nell’ambito dell’Ospedale “Perinei”, è stata individuata come
Centro Antitrombosi l’Unità Operativa “Laboratorio di Analisi – Patologia
Clinica”, a ulteriore conferma del significativo lavoro e della grande
professionalità che hanno caratterizzato in questi anni questa struttura,
diretta dal dott. Giovanni Dirienzo. Peraltro, l’attivazione del Centro
Antitrombosi presso l’Ospedale della Murgia andrà ad integrare le funzioni di
un’altra eccellente struttura, la “Stroke Unit” per la terapia della
fase acuta dell’ictus, istituita presso l’Unità Operativa di Neurologia,
diretta dal dott. Bonaventura Ardito».
«Sono molto soddisfatto – si legge a margine della nota – per il raggiungimento
di questo nuovo importante risultato, il cui iter seguo da mesi, grazie al
quale si consolida la sempre più ampia e avanzata offerta di servizi sanitari
dell’Ospedale della Murgia “Perinei” in favore dei cittadini, che lo rendono,
sempre più, un presidio imprescindibile di buona sanità pubblica sul
territorio. Ringrazio per il grande lavoro svolto il Presidente Michele
Emiliano, e il direttore, i dirigenti e funzionari regionali del Dipartimento
regionale “Promozione della Salute”, in particolare della Sezione “Strategie e
Governo dell’Offerta” e del Servizio “Politiche del Farmaco”, impegnati su
questo importante obiettivo».





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