Stalking e molestie contro dottoresse, l’Ordine farà causa

Azione civile nei casi di violenza di Acquaviva e del presunto molestatore seriale delle guardie mediche della provincia di Bari. Sarà richiesto il risarcimento danni causati alla professione
Nella giornata di martedì il Consiglio dell’Ordine dei medici di Bari ha deliberato di portare avanti un’azione civile per chiedere i risarcimento del danno nei casi di M. Z., accusato di stalking nei confronti di una dottoressa ad Acquaviva e in quello del presunto molestatore seriale delle guardie mediche in provincia di Bari.
La decisione è stata presa partendo dalla necessità di un’azione concreta, che in continuità con le prese di posizione pubbliche e le azioni di sensibilizzazione, sostenga e affianchi i medici che quotidianamente sono esposti ad aggressioni e violenze.
«I dati ci dicono che spesso le vittime, in molti casi donne, non denunciano o denunciano in ritardo, come nel caso di Acquaviva, a causa del trauma, per paura o per sfiducia – dichiara Filippo Anelli, presidente dell’Omceo di Bari – Ma i danni causati da questi episodi di violenza perdurano sia per la singola vittima che per la professione medica. Per questo l’Ordine di Bari ha deciso di promuovere un’azione civile: per essere al fianco delle dottoresse coinvolte e per difendere l’esercizio e l’onorabilità della professione».
L’Ordine ha infatti il compito istituzionale di tutelare la salute pubblica e l’esercizio della professione medica. «Purtroppo, episodi di violenza come quelli avvenuti a Bari privano il singolo professionista e, più in generale, i medici della serenità necessaria all’esercizio corretto della professione, con potenziali danni ai cittadini, oltre che alla qualità del servizio sanitario che viene loro offerto» sottolineano i camici bianchi.





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