Umberto Rey presenta il suo libro “Il testamento di Don Liborio”

Dal libro che sarà presentato, è stata tratta un’opera teatrale e a breve un film per la TV
Questa sera alle ore 19:30 Umberto Rey presenta il suo libro “il testamento di Don Liborio”. La presentazione è organizzata dall’Associazione Culturale L’Incontro Onlus e l’Associazione Artis presso la sede della stessa associazione in Via Nicola scalera, 8 ad Acquaviva.
Dal libro che sarà presentato, è stata tratta un’opera teatrale e a breve un film per la TV. Obiettivi: La storia ufficiale in Italia ha omesso per circa 150 la verita’ sui fatti accaduti nel 1860; il motivo è semplice; la storia è dettata dai vincitori che la raccontano come vogliono: il più delle volte “ciò che appare” è molto diverso da “ciò che è” realmente e, spesso, quelli che noi a torto riteniamo i Protagonisti della Storia, anche di quella attuale, non sono altro che Burattini manovrati da Burattinai che lavorano nell’ombra e che muovono le fila degli eventi e degli accadimenti umani. Immaginiamo se a vincere la seconda guerra mondiale fosse stata la Germania di Hitler: cosa avremmo letto oggi sui libri di storia? Anche l’America è stata a lungo dilaniata da una guerra civile, la guerra d’Indipendenza, che ha visto i nordisti, alleati ai vincenti Inglesi, e i sudisti, alleati con i Francesi, massacrarsi ma, alla fine, i nordisti hanno raccontato e scritto la Verita’ dell’accaduto. La conoscenza è doverosa e necessaria affinchè un popolo possa edificare una coscienza collettiva e sviluppare la consapevolezza di essere uno Stato anche quando, oramai, non si ha piu la possibilita di cambiare il decorso della Storia. Con la presente opera si vuol far luce, quindi, su ciò che è realmente accaduto, ma solo per chiarire una volta per tutte chi siamo, da dove veniamo e chi sono i nostri veri padri; lo sforzo indagativo dei tre protagonisti è proiettato nel tentativo, arduo, di dare una risposta a quell’ enorme enigma dell’Unita d’Italia che è stato cosi determinante per il destino delle popolazioni meridionali, non solo dell’epoca, ma anche delle generazioni successive.
Infine, e non per ultimo, si vuol far emergere dalla narrazione che l’unica leva che muove i comportamenti degli uomini che contano è il Potere, economico o politico, che in Politica non esiste Lealtà, e che Coerenza, Fedeltà e Sincerità non sono per niente sue prerogative.
Una critica agli storici e’ doverosa, il perche’ si continua a non raccontare cosa è accaduto nel 1860 e il non riconoscere Liborio Romano come un padre di quest’Italia è stata una volonta’ degli storici o dello stesso Don chiedendo la pubblicazione del suo testamento dopo 150 anni?





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!