Caso meningite all’Ospedale Miulli

La Redazione

La patologia a cui è affetto l’uomo è quella da pneumococco, ritenuta non contagiosa

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E’ ricoverato dall’8 gennaio l’uomo di 51 anni affetto da diverse patologie gravi e tenuto in isolamento nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Miulli. Se all’inizio c’era solo il sospetto, adesso è arrivata la conferma: l’uomo, di Acquaviva, è il quarto caso di meningite in Puglia, ma la patologia a cui è affetto è quella da pneumococco, ritenuta non contagiosa. Salgono, così, a quattro i casi di meningite registrati in Puglia. 

La meningite è una grave malattia dovuta all’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. L’infiammazione di tali membrane si ripercuote sul cervello portando a gravi sintomi neurologici che possono portare alla morte oppure a postumi gravi come sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia…
I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea, vomito e irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali. Tipici segni collaterali sono anche la diminuzione dello stato di coscienza, con senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed episodi convulsivi.

Se la meningite è di origine virale, i pazienti sono gravemente malati per alcuni giorni senza per questo perdere conoscenza, e se sottoposti a trattamento antibiotico, di solito si ristabiliscono entro una settimana. 
Se gli organismi patogeni sono di origine tubercolare, la guarigione richiede un tempo notevolmente più lungo. Inizialmente, i sintomi si limitano a malessere generale, mal di capo e irrequietezza; vengono colpiti anche alcuni nervi craniali.
Se altri bacilli sono gli agenti causali della meningite, come stafilococchi, streptococchi, pneumococchi, i sintomi sono di solito molto evidenti. I pazienti sono gravemente afflitti dalla malattia che rimane seria per due, tre settimane, mentre la remissione è lenta.
 

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