L’arco di San Pietro

E’ l’unica porta medievale rimasta e che anticamente si apriva e si chiudeva per dar modo ai contadini di andare in campagna e poi di rientrare al tramonto del sole
E’ l’unica porta medievale rimasta e che anticamente si apriva e si chiudeva per dar modo ai contadini di andare in campagna e poi di rientrare al tramonto del sole, per desinare e dormire tranquilli nelle loro case e tuguri, con gli ultimi rintocchi della campana della chiesa, “la Chijsa Granne”!
C’erano, come in tutte le antiche città, oltre alle famose gallerie, vie di fuga, piccoli androni e cunicoli che ben nascosti e protetti, davano modo di entrare e di uscire fuori le mura anche di nottetempo. E proprio lì, vicino alla Porta San Pietro e a due passi dalla chiesa di Sant’Agostino, c’è un chiavica che dall’interno, dopo due curve, porta all’esterno, alla luce, all’Estramurale. E’ un cunicolo, “u vùkkele”, come uno sporco, lurido, fetente budello sotterraneo. Questo serviva e serve ancora oggi, per portare le acque piovane che vengono dalle varie stradine del rione fuori città.
Oggi è ben chiusa e protetta da due belle grate di ferro. Ma, ahimè, ogni tanto si vede qualche bel rappresentante delle vie oscure con tanto di coda lunga e ben nutrito come un coniglietto. Fa parte della famiglia dei toponi, i topacci, “i zòkkele”. Ogni tanto necessita fare una bella derattizzazione, visto che i gatti non ce la fanno più. Anzi, secondo qualche abitante giustamente allarmato, si vede ogni tanto qualche gatto morto da seppellire con tutte le dovute onoranze.
Ultimamente sono stati fatti i lavori in Piazza dei Martiri, in Piazza don Albertario, in Piazza San Paolo, Via Squicciarini e via Paradiso sino a Porta San Pietro e oltre le mura, ed è stato pavimentato anche l’ingresso dell’antica Porta. Dicono che ci sarà la zona pedonale. E allora è meglio mettere una o due colonne di pietra per ostruire il passaggio dei veicoli. E io penso che si possono mettere quelle colonne tolte da Piazza dei Martiri. Erano otto, ora ne sono state piantate due. E le altre sei? Meglio mettere le antiche colonne. Non si spenderebbero i soldi della comunità e si farebbe una cosa bella, intonata al luogo.
Il centro storico, si vocifera da più parti, diventerà zona pedonale, sarà tutto chiuso al traffico. Che ben venga. Ma prima bisogna fare i parcheggi per le auto fuori le mura, all’Estramurale. Per esempio, si potrebbe eliminare Piazza Kennedy e fare un gran bel parcheggio sotterraneo. Inghiottirebbe migliaia di macchine. E non solo. Si eliminerebbero tanti veleni e tante” polveri sottili”. Si farebbe del bene ai cittadini e soprattutto a quelli che hanno avuto la sfortuna di trovarsi la casa in quel luogo. I pulman per esempio si potrebbe portarli in Viale Europa, fuori città, dove non abita nessuno. Ci sarebbe più pace. Ci sarebbero pure meno inquinamenti e meno rischi per la salute di tutti, grandi piccini e animali, belli e brutti, buoni e cattivi. E il centro storico sarebbe più vivibile, sarebbe più agevole per tutti i pedoni locali e forestieri. E soprattutto i turisti che cominciano a farsi vedere.
Qualche anziano, piuttosto avanti negli anni, mi dice che sotto il campanile della chiesa di Sant’Agostino c’è un inghiottitoio. Quando era ragazzino soleva giocare con i compagni sulle grandi lastre marmoree e dalle fessure si sentiva salire sempre una corrente di aria fredda. Mi dice anche che una volta alcuni muratori vollero curiosare. Sollevarono una lastra e con una scala piuttosto lunga scesero giù. Soddisfatta la curiosità fu chiuso tutto e messa al suo posto la grande lastra. Era un inghiottitoio naturale o un accesso alla famosa galleria che andava da Palazzo De Mari sino al Convento dei monaci francescani? Non si sa. E’ certo però che tutte le case dell’Estramurale San Pietro, che vanno verso le grate, che oggi raccolgono le acque piovane in Piazza Kennedy, hanno uno due tre gradini e anche più. Nessuna ha la soglia della porta d’ingresso a livello stradale. E un motivo c’è. E’certo che anticamente, quando non c’erano linee fognarie e nemmeno strade asfaltate e selciate, le acque andavano verso la parte più bassa della piazza, o per scendere pian pianino nei meandri sotterranei della terra o per essere poi convogliate verso la contrada San Pietro, quando con la fogna fu costruito il canale detto appunto, “u canale de Sante Pite”. E’ da considerare che al di là delle mura, fuori Porta San Pietro era tutta campagna. C’era solo una strada tra grossi muri a secco che portava al Convento.
Ci sono ancora anziani che ricordano le vigne e gli uliveti che stavano alla sinistra di quella strada. Ricordano ancora due case “lamiùne”, e in fondo la Villa della Famiglia Manobianca, che esiste ancora oggi. In passato, per allargare la strada, fu indietreggiato il cancello d’ingresso con le due robuste colonne in pietra. E’ certo che con la costruzione del canale sotterraneo “u ‘llàrghe”, oggi Piazza Kennedy, fu liberato per sempre da quelle acque. Oggi proprio perché il paese si è ingrandito, proprio perché in molte case è stato soppresso il pozzo pluviale, proprio perché sono state fatte belle e grandi opere di ammodernamento e di ristrutturazione, quasi tutte quelle acque e quelle di gran parte del paese antico e di Piazza dei Martiri, incanalate in Via Corso, e per l’Estramurale Pozzo Zuccaro, raggiungono infine le grate a San Pietro, arrivano alla Piazza Kennedy e il canale a volte non ce la fa e puntualmente si verifica l’allagamento della zona con le prevedibili conseguenze, anche dannose. E questo avviene soprattutto quando ci sono piogge torrenziali.
Dal settimanale “L’Eco di Acquaviva”





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