Atletico Acquaviva. Cronache di una crisi

Sembra che alcuni componenti della rosa abbiano polemicamente lasciato la squadra per incomprensioni con la dirigenza e con i vertici societari
I tifosi dell’Atletico Acquaviva che domenica scorsa erano presenti al campo Giammaria si saranno sicuramente accorti che tra le fila della compagine rossoblu mancavano alcuni giocatori “storici” che in questi ultimi tre anni hanno concretamente contribuito alla velocissima scalata della squadra acquavivese dalla Terza alla Prima Categoria.
Sembra infatti che alcuni componenti della rosa, per la precisione Racano, Cardinale, D’Alfino e Abrusci abbiano polemicamente lasciato la squadra per incomprensioni con la dirigenza e con i vertici societari aggiungendosi a Lavermicocca, la cui assenza già si era notata dai primi di dicembre. Questa rivoluzione in seno alla squadra rischia di compromettere quanto di buono i ragazzi dell’Atletico hanno fin qui costruito ed era doveroso andare a chiedere spiegazioni in seno alla dirigenza e alla direzione tecnica dell’Atletico, anche alla luce di una crisi di risultati che ha visto la squadra acquavivese raccogliere un solo punto nelle ultime quattro giornate, allontanandola dalle zone alte della classifica.
Molto duro il pensiero di Felice De Marinis, presidente dell’Atletico Acquaviva: “La situazione è l’espressione del comportamento scorretto di alcuni elementi della rosa che anche nei campionati precedenti hanno sempre pensato di disporre a loro piacimento della pazienza di questa società. La dirigenza ha sempre mantenuto tutti gli impegni economici e ha dato tanto alla squadra, ma pretende qualcosa in cambio e questo qualcosa si chiama impegno sul campo e serietà e partecipazione agli allenamenti. Io non ho mai messo becco sull’aspetto tecnico, ma come presidente pretendo il massimo su quello comportamentale e qui ho ricevuto in questo periodo grandi delusioni. Non si può arrivare in ritardo agli allenamenti, o non presentarsi per niente e far tardi il sabato sera e poi pretendere di scendere in campo e giocare bene. Noi ci siamo sempre comportati in modo serio con i nostri giocatori, ma alcuni non hanno fatto la stessa cosa con noi. Vedendo i risultati altalenanti dell’ultimo periodo abbiamo cercato di rafforzare la squadra e l’arrivo di nuovi giocatori da fuori paese ha suscitato malcontento in alcuni elementi della squadra che si sono nascosti dietro a una questione campanilistica, ma dietro ci sono sempre i soldi. E’ normale che chi viene da fuori, e soprattutto da categorie superiori, abbia un rimborso spese più alto, ma posso garantire che la differenza con i giocatori locali è di molto inferiore a quello che loro pensano. La cosa triste è che qualcuno dei “dissidenti” con il carattere più marcato ha trascinato con se anche ragazzi che abbiamo sempre ritenuto seri. Ora non ci sono più le premesse per recuperare il rapporto, la società ha accumulato troppe tensioni e incamerato troppe delusioni create in questi anni da questi giocatori, andiamo avanti con questa squadra, con i nuovi arrivati e con i migliori elementi della squadra juniores, dalla quale abbiamo sempre pescato per inserire i più giovani in prima squadra”.
L’allenatore Leonardo Di Mauro si sofferma sul momento poco felice della squadra, momento che non può non essere influenzato dalle tensioni in corso: “Quando mi hanno chiamato ad allenare l’Atletico ho risposto molto volentieri alla chiamata della dirigenza acquavivese, perché c’erano e ci sono tutt’ora le premesse per fare bene. È chiaro che la situazione in corso, non creata dal sottoscritto, mi infastidisce molto anche perché ho allenato per 23 anni, sono stato ovunque e non mi era mai capitato una cosa simile. Io sono un uomo di campo e il mio compito, comunque, è quello di lavorare duramente durante la settimana e cercare di trasmettere tranquillità all’ambiente. Se i ragazzi che hanno lasciato la squadra cambieranno idea e parleranno con la società, io li accoglierò senza problemi. Quando sono arrivato abbiamo subito ottenuto buoni risultati, quelli meno buoni dell’ultimo periodo sono anche frutto della sfortuna e di piccole ma fatali disattenzioni: abbiamo subìto gol su palle inattive, sbagliato rigori e affrontato squadre molto forti e nelle prossime due domeniche affronteremo altre due compagini di alta classifica come il San Marzano e il Surbo, ma noi stiamo lavorando bene, stiamo cercando di far assimilare gli schemi di gioco ai nuovi arrivati e siamo pronti ad affrontare con serenità e umiltà questi impegni difficili”.





Commenti
non è solo un problema economico ma anche e soprattutto tecnico, poichè la dirigenza in primis il presidente, non capisce niente di calcio.