Teatro Comunale. Aggiudicato il bando per completare i lavori

Mimmo Ferrante

Aggiudicata in via provvisoria la gara d'appalto per completare la ristrutturazione del Teatro Luciani

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Sono passati due anni da quando Nichi Vendola, allora presidente della Regione Puglia, promise agli acquavivesi che il paese avrebbe riavuto il suo teatro. Una promessa che a maggio di quest’anno si è tradotta in un finanziamento regionale di circa 2,9 milioni di euro a cui il Comune ha aggiunto un ulteriore milione.

Con un importo a base di gara di 3 milioni e 88mila euro è stato emanato alla fine di settembre il bando per completare definitivamente i lavori di ristrutturazione del Teatro Luciani, bando che due giorni fa la commissione presieduta dall’architetto Marco Cuffaro, nuovo dirigente dell’Ufficio Tecnico, e composta dalla dottoressa Maria Ieva, dirigente degli Affari Generali e dall’ing. Lassandro, dirigente UTC del comune di Gioia del Colle, ha aggiudicato in via provvisoria all’associazione temporanea di impresa Apulia s.r.l. e Pi-group srl.

Era importante riuscire ad aggiudicare la gara entro il 31 dicembre 2015 perché se si fosse andati oltre il Comune avrebbe perso la disponibilità dei finanziamenti regionali. E non era affatto scontato che questo accadesse, con la crisi politica in atto a Palazzo De Mari che ha decapitato il governo della città (giunta azzerata e sindaco dimissionario), portando alla paralisi amministrativa.

“E’ stato raggiunto il risultato che abbiamo perseguito da mesi, con l’impegno dell’ex vice sindaco Austacio Busto, assessore ai Lavori Pubblici, e del mio consigliere incaricato Francesco Longobardi“, afferma Davide Carlucci, “sono soddisfatto perché abbiamo centrato l’obiettivo dell’aggiudicazione, scongiurando, in una fase difficile, la perdita del finanziamento per un’opera che Acquaviva attendeva da trent’anni e che certamente meritava. Considero questo il degno coronamento di un anno faticosissimo e la giusta conclusione del mio impegno da sindaco“.

A questo bando si erano interessate una trentina di ditte provenienti da tutta Italia che hanno effettuato nel corso degli ultimi mesi sopralluoghi nella struttura. Di queste in tredici hanno partecipato alla gara d’appalto, aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E’ stata valutata la qualità dei progetti presentati, in termini di lavori in più a parità di prezzo, e non solo il ribasso d’asta, che è risultato essere dell’8,9%.

Affinchè l’aggiudicazione possa diventare definitiva è ora necessaria la firma del contratto. Successivamente si potrà procedere con la progettazione esecutiva e l’acquisizione di pareri e nulla osta necessari a permettere l’avvio dei lavori, previsto nella primavera del 2016, che dovranno essere completati nei nove mesi successivi. Nel 2017 Acquaviva potrà finalmente tornare ad usufruire di una risorsa preziosa che era rimasta chiusa negli ultimi trent’anni.

Il “Luciani” non sarà un semplice Teatro, ma un contenitore culturale aperto, polifunzionale, predisposto ad ospitare mostre, concerti, conferenze e convegni. Attorno al “Luciani” Acquaviva avrà la grande occasione di ridisegnare la sua identità attraverso la conoscenza, l’arte, la creatività e la tradizione musicale che storicamente l’ha resa nota in tutta Italia.

Si tratta dunque di un’opportunità di crescita ed arricchimento non solo in termini di qualità di produzione e di offerta culturale, ma anche in termini di sviluppo economico e occupazionale. Questo contenitore, quando tornerà in funzione e se gestito in maniera intelligente, potrà attivare nuove economie, creare un indotto.

Tutto dipende dalla capacità di chi amministra questo paese di trovare la giusta formula per la sua gestione, in un contesto che vede gli enti locali sempre più in difficoltà nella disponibilità di risorse economiche adeguate a garantire un buon funzionamento delle strutture pubbliche. 

Ma spetta alla politica, in questi giorni impegnata ad agitarsi, a litigare, a sfasciare, il compito di individuare le soluzioni migliori per garantire una gestione seria, efficiente e di qualità di questa struttura, perché non torni nel giro di poco tempo ad essere di nuovo quell’inutile rudere che è stato negli ultimi decenni, o se si preferisce lo “Scappagrano” dei tempi recenti.

Sarebbe dunque molto più opportuno, forse, azzerare le “chiacchiere”, per parafrasare qualcuno, e tornare a discutere, a confrontarsi e a sfidarsi sulle idee e sui progetti che si hanno per questo paese. Sarebbe opportuno porsi già da oggi il problema della gestione del Teatro Luciani. E per farlo sarebbe opportuno tornare ad amministrare questa città e, soprattutto, a fare Politica.

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