“Medicina, psicologia e nutrizione: tre risorse in oncologia”

La Redazione

L’evento, organizzato con il patrocinio del Comune di Santeramo e dell'Associazione "Una Rosa Blu per Carmela" si svolgerà alle ore 18.00 nella sala conferenze “Giandomenico” del Palazzo Marchesale di Santeramo.

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Le associazioni “Siate dono nel mondo”,  Rotary – Distretto 2120 di Puglia e Basilicata e “Siate sole per la nostra terra” con il patrocinio del Comune di Santeramo e dell’associazione di volontariato “Una Rosa Blu per Carmela” organizzano per il prossimo 27 novembre 2015 un pubblico convegno dal titolo “Medicina, psicologia e nutrizione: tre risorse in oncologia”.

L’evento si svolgerà alle ore 18.00 nella sala conferenze “Giandomenico” del Palazzo Marchesale di Santeramo.

Interverranno il dott. Giuseppe Gallo (Presidente del Rotary Club “Acquaviva – Gioia del Colle”), il dott Pino Nettis (Dirigente Medico Oncologo – Ospedale “Miuli” Acquaviva delle Fonti), la dott.ssa Antonietta Monte (Biologa nutrizionista clinica), la dott.ssa Angela Turchiano (Psicooncologa – Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti”).

«In questo convegno – afferma Rosa Giampetruzzi, presidente dell’Associazione “Una Rosa Blu per Carmela, e moderatrice dell’incontro – abbiamo riunito tre figure importanti nell’oncologia che io ho denominato il “team della cura” e che oggi finalmente include anche lo psicologo, oltre alle figure dell’oncologo, chirurgo radioterapista ecc.». 

«A queste figure va aggiungo anche il nutrizionista – continua la Rosa Giampetruzzi – perchè una sana alimentazione associata a uno stile di vita attivo è uno strumento valido per la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte malattie e infine il volontario. Il volontario crea un legame di scambio alla pari molto coinvolgente: io dono affetto e disponibilità, tu mi insegni la pazienza, la forza di carattere, l’amicizia e l’attenzione per chi mi sta intorno. C’è chi ha definito i volontari un “grande esercito del bene».

 «Il “team della cura” deve avere come obiettivo non solo il curare ma il prendersi cura della persona, ognuno per le proprie competenze può offrire al paziente una temporanea tregua dall’ inesorabile avanzare del male».

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