Ecco le lettere di dimissioni di Sardone e Dinapoli

Il contenuto delle lettere di dimissioni degli assessori PD
A poche ore dalla consegna delle deleghe da parte degli assessori Luca Dinapoli e Antonia Sardone, la Redazione ha deciso di pubblicare il contenuto delle rispettive lettere di dimissioni.
Nella comunicazione di Antonia Sardone al sindaco si legge che "tale decisione trae origine da motivazioni di carattere esclusivamente politico a Lei espresse in forma pubblica e privata dal Partito Democratico di Acquaviva delle Fonti" che ha deciso di procedere in tal senso "a casua delle difficoltà ormai note a tutti di garantire un rapporto sereno e costruttivo all’interno della coalizione". L'ormai ex assessore Sardone sottolinea: "Non nego la sofferenza che accompagna questa mia scelta, una sofferenza dettata dalla constatazione dell’incapacità collettiva di dialogare e di trovare soluzioni che mirino a tutelare l’interesse comune e certamente non personale di ciascuno di noi". Per questo, prosegue, "è con la stessa umiltà che ha caratterizzato il mio operato che mi rimetto alle decisioni della forza politica alla quale appartengo e alla volontà da questa espressa, invitando tutti noi a riflettere sul significato intrinseco del nostro mandato e sul bene collettivo che dovrebbe essere la stella polare del nostro operato". È poi la volta dei ringraziamenti: il settore socio-culturale, la segretaria comunale, i dirigenti, i dipendenti e anche il sindaco "per avermi dato questa grande opportunità". Infine la Sardone conclude con l'auspicio "che si possa trovare ancora lo spazio e il tempo per una riflessione comune non perdendo di vista le esigenze della nostra città e ciò che davvero i cittadini hanno chiesto e chiedono a questa Amministrazione al fine di garantire alla comunità acquavivese quella crescita culturale, sociale ed economica che sta a cuore a tutti coloro che, come noi, fanno della politica un ideale di vita e una passione costante".
Ben diverso il tono della lettera di Luca Dinapoli. L'ex assessore alle attività produttive denuncia l'atteggiamento ostile di un assessorato nei suoi confronti e nei confronti del Partito Democratico. Nella lettera, Dinapoli accusa il sindaco di non "aver saputo o voluto decidere se condannare e ritirare la delega assessorile" in questione e, per tale ragione, restituisce le deleghe nelle mani del sindaco. "Ciò che ho fatto e ciò che ancora avrei potuto realizzare, di più e meglio", prosegue "lo rimetto al giudizio altrui". Anche Dinapoli ringrazia i consiglieri di maggioranza, la segretaria comunale, i dirigenti e i dipendenti, nonché il sindaco. E conclude: "Spiace per la fine anticipata dell'esperienza assessorile e le auguro di ricercare le soluzioni migliori per consentire la realizzazione dei diversi punti programmatici e migliorare la vivibilità della nostra vivace comunità".





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