Combattere la fame in Africa? Ci pensa la Cipolla Rossa di Acquaviva

Tiziana Temerario
Insegna del Villaggio Puglia

Il video-racconto di Domenico Zonno ad Expo 2015

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Che cosa ci fanno campi di cipolla rossa nel cuore del continente nero? Cominciamo dal principio.
Nel novembre del 2013, a Rwentobo, in Uganda, è sorto il “Villaggio Puglia”, un’area in cui da sempre si soffriva la scarsità d’acqua, la mancanza di corrente eletrica, la difficoltà di raggiungere i paesi circostanti e la malaria. Il Villaggio Puglia è un progetto di cooperazione fra associazioni pugliesi per riqualificare questa terra bruciata dal sole e dalla sete. Grazie al coordinamento della Provincia dell’Ordine dei Frati Minori della Provincia di San Francesco in Africa, Madagascar e Mauritius, in questa area sono state costruite due grandi cisterne, è sorta una chiesa e, in seguito, anche una scuola. Proprio in occasione dell’inaugurazione della scuola, i volontari si sono accorti della presenza di alcuni  campi di cipolla rossa. Da questo episodio è nata l’idea di esportare il bulbo nostrano nel continente nero. Come spiega il coordinatore del programma, Domenico Zonno, nel video che proprio in queste ore è presentato ad Expo 2015, l’associazione “Kirikù e la Strega Povertà” di Sannicandro di Bari e il Consorzio di Valorizzazione, Tutela e Promozione delle tipicità di Puglia di Acquaviva delle Fonti hanno lanciato un programma di sostegno degli agricoltori ugandesi. Il programma, intitolato "La Cipolla Rossa abbraccia il Continente Nero", prevede la coltivazione della cipolla rossa di Acquaviva nelle terre africane, nonché la raccolta di fondi per fornire ai coltivatori locali gli strumenti e le competenze necessari a massimizzare la resa dei campi. L'obiettivo è, ovviamente, combattere la fame, ma questa volta non a mani nude.

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