Approvato il piano dei subcomparti. Acquaviva può tornare a crescere

Con il nuovo piano dei subcomparti della zona industriale sarà più facile per i privati elaborare piani di lottizzazione e insediare nuove attività produttive.
Per comprendere l’importanza dell’approvazione del piano dei subcomparti nell’area di espansione della zona industriale, avvenuta martedì 6 ottobre in consiglio comunale, basterebbe immaginare di costeggiare la vecchia zona industriale procedendo in direzione dell’autostrada, lasciandosi quindi alle spalle il centro abitato, e vedere alla propria destra un panorama simile a quello dell’area di Casamassima su cui oggi sorge l’Auchan, Leroy Merlin, Decathlon, ecc. con una differenza: la nuova zona industriale, commerciale e artigianale sarà molto più grande di quella appena citata. E in più, ospiterà uffici, strutture e attività dedicate alla logistica, servizi pubblici, scuole, parcheggi, ecc.
La vastità di superficie dell’area, infatti, estesa per circa settanta ettari, ha rappresentato allo stesso tempo una grande opportunità ma anche un limite per il suo sviluppo: la dimensione dei comparti prevista dal piano regolatore era così grande da scoraggiare qualsiasi intervento di lottizzazione da parte dei privati e di conseguenza l’insediamento di nuove attività produttive.
Il nuovo schema, invece, ha frazionato il vecchio comparto, sovradimensionato e mastodontico, dividendolo in parti molto più piccole, e distribuendo le aree dedicate ai servizi in maniera omogenea, spalmandole cioè sui nuovi comparti. In questa maniera per i privati che decideranno di impiantare le loro aziende ad Acquaviva sarà più semplice presentare piani di lottizzazione.
Le ricadute positive non finiscono qui: gli oneri di urbanizzazione che verranno versati degli investitori per realizzare le nuove costruzioni finiranno, com’è ovvio, nelle casse comunali, rendendo disponibili nuove risorse per l’ordinaria amministrazione e per le opere pubbliche. Quella che si è scritta pochi giorni fa è una pagina storica per l’urbanistica di Acquaviva e una soddisfazione personale per l’assessore al ramo, Francesco Bruno. A lui va ascritto il merito di questo importante traguardo per il paese. L’assessore Bruno, infatti, coadiuvato e supportato da validi tecnici locali come l’architetto Tarcisio Longobardi, dal personale dell’Ufficio tecnico e sostenuto dalla Giunta guidata da Carlucci, è riuscito a canalizzare un insieme di energie e competenze utili a superare i numerosi intoppi di natura tecnica e i rallentamenti burocratici incontrati lungo il tortuoso iter di approvazione del piano stesso.
Adesso, la palla passa al settore delle attività produttive: occorrerà attirare finanziatori e nuove imprese, facendo leva sulla posizione strategica delle nuova superficie e sulla presenza di un’area industriale a ridosso di quella appena descritta, al cui interno già operano poco meno di cento aziende.





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