Scongiurato il rischio di un “ghetto” in via Pirandello

La Redazione

Il Sindaco: "Soddisfatto per questo risultato, ma adesso si attivi una seria rete dell'accoglienza".

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I settantacinque richiedenti asilo politico non saranno “stipati” in via Pirandello. Nessun “ghetto” per gli immigrati, dunque. La comunicazione ufficiale è arrivata ieri, martedì 6 ottobre, dalla Prefettura di Bari.

Nelle scorse settimane, il sindaco Davide Carlucci aveva più volte ribadito un fermo “no” all’ipotesi paventata, chiedendo con forza che Acquaviva non fosse penalizzata rispetto ad altre comunità e che si concordassero luoghi, tempi e modalità di accoglienza con le istituzioni e le realtà locali operanti nel sociale.

Il fatto prende origine nella voce difussasi lo scorso mese che dava per possibile la sistemazione di un numeroso gruppo di immigrati nei locali al piano terra di uno stabile in via Pirandello, precedentemente adibito a succursale di una scuola superiore. In tanti si sono ribellati a questa possibilità. “La solidarietà si fa, ma non così, bensì con soluzioni adeguate e rispettose sia dei residenti acquavivesi che delle persone da ospitare”, aveva dichiarato qualche giorno fa il primo cittadino sul proprio profilo Facebook. Di questo parere anche le forze di opposizione, che si erano dette contrarie a concentrare i profughi in una sola struttura. 

Raggiunto telefonicamente, il sindaco ha commentato così la notizia: “Sono soddisfatto di questo risultato e mi fa piacere che anche l’opposizione esulti. Dai diversi sopralluoghi fatti con il dirigente dell’Ufficio Tecnico, il vicesindaco e l’assessore ai servizi sociali, infatti, erano emerse forti criticità. Adesso, però, dobbiamo attivare una seria rete dell’accoglienza. Ad Acquaviva, infatti, spetta dare una sistemazione a circa venticinque richiedenti asilo che giungeranno nei prossimi mesi. La nostra intenzione è quella di organizzare un’ospitalità diffusa, coinvolgendo le parrocchie. La consigliera comunale Doriana Lagravinese si è già attivata in tal senso, coordinando la nascita di questa rete. Tuttavia, sono sicuro che nei prossimi giorni non mancheranno le polemiche, qualsiasi sia la soluzione che adotteremo. Per questo motivo, così come oggi l’opposizione si rallegra insieme a noi per il risultato conseguito, invito tutte le forze politiche a collaborare con responsabilità nei prossimi giorni e a fare fronte comune per arginare eventuali spinte xenofobe, evitando strumentalizzazioni politiche che ci allontanerebbero da quello che è il nostro vero obiettivo: dare un tetto e un pasto caldo a chi fugge da zone di guerra, rispettando le esigenze degli acquavivesi”. Infine, il sindaco ha concluso il suo intervento, invitando i cittadini a considerare che “Acquaviva accoglierà lo stesso numero di profughi di Poggiorsini, con la differenza che Poggiorsini è una cittadina di appena 1000 abitanti e Acquaviva ne ha 20 volte tanto”. 

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