La terra, una risorsa. Invasione nello stage del corso per la realizzazione di muretti a secco.

Classi soprannumero per la prima edizione del ‘’Corso per la realizzazione di muretti a secco” targato ‘’Insieme per Acquaviva” e ‘’Incontro Onlus”, patrocinato dal Comune di Acquaviva delle fonti.
Giovedì, primo pomeriggio, arriviamo sul luogo in cui i ‘’ragazzi’’ che partecipano al secondo turno del corso per la realizzazione di muretti a secco, stanno svolgendo la loro lezione.
Il cielo è chiaro anche se nuvole grigio scuro incombono sulle nostre teste e tuoni, che udiamo in relativa lontananza, preannunciano pioggia. Tutti i partecipanti, però, sembra non siano per niente interessati a tutto ciò che supera l’altezza del muretto che stanno costruendo. Ventuno persone, appartenenti a diverse classi sociali e con occupazioni che vanno dal mestiere di operaio a quello di impiegato passando per lo stato di disoccupato per arrivare a quello di studentessa di architettura, vicina alla laurea. Ognuno con i suoi attrezzi da lavoro: martello e scalpello; e occhiali di protezione. La terra profuma già di acqua mentre si respira tutto l’entusiasmo e la passione che unisce e accomuna questa gente.
Riappropriarsi di un mestiere antico, che si tramanda di generazione in generazione, un mestiere utile come hobby ma anche importante passepartout per lavorare e trarre giovamento in un momento di forte crisi economica. ‘’I ragazzi sono tutti molto motivati- interviene Iris Prodani, mestro paretaro, acquavivese d’adozione da venticinque anni- e spero davvero che grazie a questo corso possano nascere delle opportunità di lavoro perché la richiesta in questo settore c’è’’.
L’agricoltura, una risorsa da conoscere per poterla utilizzare; questa la mission dell’ideatore del corso Mimmo Ferrulli, da decenni all’attivo con corsi professionalizzanti, e Eustachio Roberto Tritto presidente dell’associazione L’Incontro Onlus, partner dell’iniziativa e in continua ricerca di opportunità di crescita nella formazione dell’agricoltore 2.0. Una rinascita, quindi, partendo da un bene prezioso troppo spesso dimenticato e snobbato nel mondo del lavoro. Un corso realizzato in due turni, inizialmente prefissati per un numero di undici iscritti a turno, che si è poi ritrovato a coinvolgere un totale di trentacinque persone.
Così, oggi, vedere ognuno dei partecipanti al corso totalmente preso da questa arte, ha portato alla mente un’immagine di altrettanti bambini entusiasti che fanno qualcosa di speciale, di grande; tutti con lo sguardo verso terra mentre spaccano la pietra tra le loro mani o la posizionano al punto giusto, incastonandola perfettamente alle altre già disposte. Tanto che, quando la pioggia arriva, goccia dopo goccia, a costringere gli sguardi a sollevarsi da terra verso il cielo, si torna verso le proprie auto con l’unico pensiero di recuperare il tempo perduto.





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