Il movimento Viva denuncia “l’assordante silenzio della minoranza sul bilancio”

La mancata presentazione di emendamenti al bilancio comunale alla base della denuncia della lista civica
Lo scorso 20 agosto il Consiglio Comunale di Acquaviva delle Fonti si è riunito per votare il Bilancio di Previsione 2015. Si può definire senza dubbio questo momento come uno dei più importanti nella vita di una amministrazione comunale (una sua mancata approvazione, per esempio, porta allo scioglimento del consiglio comunale e al commissariamento del comune).
E’ in questa sede, infatti, che si manifesta nella sua interezza la programmazione politica dell’amministrazione comunale, poichè è con questo strumento che si decide dove e in che misura utilizzare le risorse finanziarie a disposizione dell’ente locale (principalmente rivenienti dai trasferimenti statali, che di anno in anno vanno sempre più restringendosi, e dalla tassazione locale).
Ogni anno in consiglio comunale oltre alla discussione sulla proposta di bilancio presentata dalla maggioranza di governo ci si ritrova a discutere dei cosiddetti “emendamenti” che ogni consigliere comunale può proporre per apportare modifiche allo schema di bilancio, e quindi per proporre ed incidere in maniera costruttiva e propositiva.
Quest’anno sono mancati del tutto gli emendamenti in fase di discussione del bilancio e la cosa sembra aver destato la preoccupazione del movimento “Viva” il quale, in comunicato stampa che di seguito riportiamo, si dichiara preoccuopato per “l’assordante silenzio della minoranza sul bilancio“.
Siamo preoccupati per la mancanza di emendamenti al bilancio da parte dei Componenti della minoranza in Consiglio.
Il Bilancio è l’atto amministrativo politico per eccellenza, il momento in cui maggioranza e opposizione onorano il proprio mandato rispetto al loro elettorato e alla Cittadinanza tutta.
Debolissime e sterili ci appaiono, infatti, le ragioni addotte dai Consiglieri di minoranza per giustificare il loro disimpegno.
Denunciare la scarsità di tempo e i presunti ritardi nell’invio della documentazione è palesemente una scusa; i tempi sono stati rispettati e sono quelli ordinari, come previsti dalla legge 267/2001.
Quindi, il fatto di non aver avanzato alcuna proposta in merito alla programmazione della azione amministrativa per l’anno a venire significa dimostrare incapacità di proposta.
Non vogliamo “rimandare a settembre” nessuno perché non vogliamo considerare i Colleghi dell’opposizione come degli studenti impreparati che hanno studiato poco o niente affatto, ma ci permettiamo di invitarli ad impiegare la stessa energia profusa per le critiche, legittime e utili ad un dibattito democratico, per avanzare proposte utili al paese.
IL PRESIDENTE DEL MOVIMENTO “VIVA”
Francesco Longobardi





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