”Carpe diem”… Giffoni 2015!

Temi forti: droga, gravidanza adolescenziale, problemi generazionali con i genitori, eutanasia… questo il Giffoni Film Festival 2015. Le emozioni e l’entusiasmo dei cinque ragazzi acquavivesi, giudici tra i 3600 della giuria.
La Cooperativa Get (Centro per la Ricerca e la Didattica dell’Immagine) di Bari, che ha come referente ad Acquaviva, Rosanna Laterza che da circa vent’anni si occupa delle selezioni dei ragazzi per il Giffoni Film Festival qui in Puglia, sostenuta dall'Amministrazione Comunale, quest'anno, per la seconda volta, ha dato la possibilità ai ragazzi acquavivesi di partecipare al GFF. Cinque ragazzi: Mariachiara Nuzzi e Giuseppe Giorgio, 14 e 15 anni che hanno terminato il primo superiore; Sara Pietroforte e Iolanda Gasparre, 14 anni, alunne uscenti dalla scuola media e Alessia Pellicoro (l’unica di Gioia) che frequenterà il quarto superiore. I primi due, Mariachiara e Giuseppe, sono stati richiamati direttamente dalla produzione del Festival in quanto distintisi nella scorsa edizione per la partecipazione attiva e opportuna. Le altre tre, Sara, Iolanda e Alessia, sono state le vincitrici del concorso ‘’Acquaviva delle Fonti a Giffoni 2015’’ organizzato a fine maggio scorso proprio dalla Cooperativa GET, concorso a cui hanno partecipato più di 130 ragazzi delle scuole ’’Giovanni XXIII-Lucarelli’’ e ‘’Rosa Luxemburg’’. Il festival, tenutosi a Giffoni Valle Piana dal 17 al 26 luglio scorsi, giunto quest’anno alla 45esima edizione, ha avuto ben 3600 ragazzi all’interno della giuria, provenienti da tutto il mondo.
‘’Il Giffoni non è sempre stato strutturato nella stessa maniera, è cresciuto molto negli ultimi anni -tiene a precisare Rosanna Laterza (maestra di scuola primaria, in pensione dall’anno scorso ma sempre attiva nel mondo che vede i giovani protagonisti, grazie proprio alle attività della cooperativa Get), inizialmente, quando le dimensioni del Festival non erano le odierne e, tanto meno la fama, c’era più spazio per i ragazzi italiani; acquisendo una dimensione internazionale, si è dovuto restringere, quindi, le liste per paese, ma è comunque un’ esperienza che vale la pena continuare a proporre alle Amministrazioni comunali, specie se attente alle aspettative e ai bisogni dei giovani come la nostra!’’
Quest’anno il GFF ha sbaragliato ogni aspettativa e ha offerto ai ragazzi ancora più spazio grazie alle attrazioni presenti nella famosa cittadella del Giffoni, che diversamente dagli anni scorsi, sono state sempre accessibili ai ragazzi durante tutta la settimana del festival. Festival, però, che, come gran parte delle iniziative culturali che si rispettino in Italia, non è sovvenzionato in maniera adeguata e congrua alle esigenze, in questo caso, amplificate.
La Redazione ha pensato di intervistare quattro dei cinque ragazzi come di seguito.
Mariachiara e Giuseppe, per voi questa è stata la seconda esperienza perché invitati a tornare quali validi giudici della scorsa edizione. Sicuramente orgogliosi di voi stessi, come avete affrontato questa nuova edizione in veste di giudici di qualità?
M: Abbiamo vissuto la cosa con più serenità conoscendo come il festival fosse strutturato e abbiamo, perciò, approfittato di ogni occasione offertaci per crescere e far sì che ci possano richiamare ancora, quindi ci siamo impegnati maggiormente partecipando alle anteprime di film non ancora in programmazione in Italia. Essere invitati dagli organizzatori ci ha gratificati molto e questo ci ha spinti a dare il massimo delle nostre possibilità.
G: Io, personalmente, sono rimasto piacevolmente colpito dall’incremento delle attività offerte a noi ragazzi, all’interno della cittadella che si trova al centro delle sale cinematografiche costruite appositamente per consentire la visione dei film ad ogni categoria di giuria. Anch’io ho cercato di farmi notare per l’impegno oltre a partecipare ad un’intervista radiofonica per Radio Immaginaria, unica radio di adolescenti in Italia, in onda sul web.
M: Differentemente dalla precedente edizione, infatti, quest’anno sia per la richiesta di maggiori fondi che per dare più visibilità possibile alla manifestazione, c’erano più attività aperte anche al pubblico, come il Parco Hollywood aperto ogni giorno anzichè solo di domenica, e anche per la possibilità di prenotare tramite internet la partecipazione alle anteprime dei film, ovviamente in orari diversi da quelli dei componenti della giuria.
Per le nuove partecipanti, invece, Sara e Alessia, cosa ha significato essere lì in mezzo a 3600 ragazzi provenienti da tutto il mondo, col compito di giudicare con obiettività film emozionanti e a volte difficili?
A: Inizialmente avevo un po’ paura proprio per il fatto di essere ospitata in una famiglia che non conosci e in cui vai ad invadere gli spazi emozionali. Però, dopo aver conosciuto la ragazza che mi ha affiancato in questa avventura, della mia stessa età, con i miei stessi interessi e condividendo ogni istante della giornata per un’intera settimana, ad oggi, posso dire che questa esperienza così intensa ha fatto sì che io mi sentissi in una seconda famiglia.
S: Effettivamente, la cosa bella era proprio quella di poter parlare liberamente con chiunque e di tutto, essendo tutti ragazzi e tutti un po’ strani; anche con i ragazzi stranieri era abbastanza semplice capirsi, grazie ai ragazzi che ci ospitavano e che facevano da interpreti per noi quando non comprendevamo perfettamente. Il giudizio dei film avveniva a fine proiezione per alzata di mano e potevamo intervenire alzando la mano e parlando al microfono.
A: L’unico problema, in realtà, era non poter dire la tua non sapendo esprimere il tuo pensiero in inglese, la lingua parlata da tutti gli stranieri presenti e questo ti faceva sentire un po’ impedito.
Per quanto riguarda, invece, i film delle vostre categorie, +16 per Alessia e +13 per gli altri, vi siete ritrovati con la scelta dei vincitori?
A: Nella mia categoria, +16, ha vinto l'americano "All the wilderness" di Michael Johnson, il film più bello in assoluto del festival, per quanto mi riguarda. Un ragazzo ossessionato dall’idea della morte, il suo protagonista. Un ragazzo che diceva di saper predire la morte di ogni essere vivente e che, preoccupando la madre per questo, era in analisi. Un film che ci ha tenuti col fiato sospeso fino alla fine, grazie all’alone di mistero che avvolgeva il ragazzo ma anche alle musiche scelte, la scenografia e la bravura degli attori. Il ragazzo finisce col rivelare il l’avvenimento sconvolgente che ha dato vita al suo disagio e che riguardava la morte suicida del padre, morte a cui lui stesso ha assistito e che non ha saputo impedire.
M: Nella nostra categoria, invece, +13, ha vinto il tedesco "Sanctuary" di Marc Brummond, che trattava della riforma scolastica, il cui protagonista orfano di padre, viene mandato in riformatorio dalla madre una volta risposata. Riformatorio in cui il ragazzo subiva violenze da parte e dei suoi compagni per una sorta di ‘’scuola di sopravvivenza’’, che dai gestori della struttura. Significativa la scelta della ballata di Sacco e Vanzetti di Ennio Morricone, come colonna sonora del film. Il ragazzo, infatti, come i due anarchici italiani giustiziati il 23 agosto del 1927 nonostante la loro innocenza, era sottomesso a qualcosa di più grande di lui e che non poteva combattere…l’Ingiustizia. Scappato dal riformatorio, ci era stato rispedito dalla madre, lasciandolo al suo destino.
‘’Carpe diem’’…il tema del festival, è una frase, un augurio, un consiglio che spesso vi verrà ripetuto a scuola, a casa, tra amici. Quanto questa esperienza ha saputo aiutarvi a sentirvi consapevoli delle sfaccettature di quello che dovrebbe essere, in realtà, innanzitutto un obbligo verso noi stessi?
A: Io ero titubante all’iscrivermi al concorso perché scettica, ma poi mi sono detta ‘’perché no?’’ e alla fine ho anche vinto!
S: La data del festival coincideva con la data in cui sarei dovuta partire con la mia famiglia per la Russia e, quindi, ci ho pensato molto prima di accettare, ma l’ho fatto, anche perché mia madre mi ha supportato nella scelta e ho fatto bene perché è stata un’esperienza indimenticabile.
M: In realtà questo tema si è radicato in me sin dall’anno scorso avendo avuto modo di vivere un’esperienza di crescita intensa che ti da tanti stimoli e ti spinge a puntare in alto e farti notare. Poi, trovarsi tra giovani coetanei con i tuoi stessi interessi ma anche i tuoi stessi sogni e le tue stesse speranze, quindi vedere altre persone che come te vogliono combattere per raggiungere i tuoi stessi obiettivi, alimenta in noi una sana competizione e la voglia di cogliere l’attimo!
G: Secondo me ‘’carpe diem’’ è stato il tema di tutti i Giffoni perché, in qualità di giudice tra tantissimi ragazzi, devi essere in grado di cogliere l’attimo per fare l’intervento giusto e farti notare. Penso anch’io, quindi, stimoli una sana e costruttiva competitività.
Ragazzi con una sete di conoscenza, di vita, di emozioni forti, di esperienze nuove, come ogni adolescente verso una crescita emozionale che li porterà ad essere uomini nel mondo che li ha sempre circondati, ma che li renderà protagonisti in maniera diversa in base alle loro unicità!





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