‘’L’azzardo è un gioco”… ma non troppo.

Si è svolta ieri sera la prima kermesse giornalistico-letteraria dell’estate 2015, una piccola platea conquistata da un dibattito molto curato, su un delicato argomento che, in Italia, è sinonimo di disperazione.
Il Festival della polemica, organizzato dall’amministrazione comunale, è nato ad Acquaviva nel 2013, con l’intento di riportare in auge lo spirito dell’antica agorà, toccando argomenti di alta rilevanza sociale. Giunti, quindi, alla sua terza edizione, ieri in via Roma, su un palco allestito per l’occasione, si è parlato di gioco d’azzardo analizzandone gli aspetti a 360° e cercando di portarne alla luce gli effettivi pro e contro.
La difesa è stata affidata all'Avv. Mimmo Conticchio, valente avvocato penalista di Bari. La sua arringa è stata ampiamente incentrata sull’utilità, se non proprio essenzialità, di utilizzare il gioco d’azzardo regolamentato e controllato e, soprattutto destinato a riempire Casinò italiani, di denaro estero da riutilizzare come capitale per la comunità. Un discorso alquanto ‘’futurista’’ (a detta dello stesso oratore) anche se fondato su dati scientifici portati all’attenzione del pubblico presente. L’Italia, infatti, è un paese in cui il gioco d’azzardo coinvolge in maniera al limite della dignità, le fasce più deboli della società ed è, soprattutto, uno stato che usa i proventi del gioco d’azzardo solo per ‘’far cassa’’. Secondo la tesi dell’avvocato, un Casinò, nelle grandi città italiane quali ad esempio Matera, capitale europea della cultura 2019, o Taormina, Firenze e ogni altra città d’arte italiana, dovrebbe essere utilizzato come attrattiva turistica e fornire, quindi, una valida via di scampo alla profonda crisi economica che L’Italia sta vivendo da decenni.
La controparte era costituita dal regista Fabio Leli e Gaetano Vavalle, psicologo del SERT-SER.T Acquaviva. Entrambi fortemente contrari alla carneficina che il gioco d’azzardo italiano fa indisturbato da anni. Il primo, Fabio Leli è regista del film ‘’Vivere alla grande’’ selezionato al Film Festival Locarno, uno dei più antichi festival cinematografici che assegna annualmente il Pardo d'oro. Il film parla del dramma legato al mondo del gioco d’azzardo e riprende il nome di uno dei Gratta & vinci più famosi in Italia e di grande attrattiva sociale. Immagini tratte dal trailer ufficiale sono state proiettate intervallando il dibattito, commentate dallo stesso Leli come alcune delle immagini che ha potuto raccogliere per manifestare l’infernale dipendenza che il gioco procura e il suo sentito scetticismo sul possibile utilizzo del gioco d’azzardo come rilancio dell’economia, essendo i disoccupati una delle categorie più aderenti al gioco.
Il secondo esponente dell’accusa, lo psicologo Gaetano Vavalle, ha sottolineato l’impossibilità di cambiare la propria vita ‘’premendo un bottone’’ o ‘’grattando un cartoncino’’ e il relativo stato di frustrazione su cui fa leva il sistema del gioco d’azzardo. Vavalle ha inoltre portato all’attenzione del pubblico presente la necessità di tornare ad occuparci della gente che popola le periferie della città, della manutenzione del proprio paese per cercare di affrontare la crisi in maniera costruttiva.
In sostanza, la maggioranza degli spettatori rapiti dal dibattito, hanno decretato quale demone il gioco d’azzardo ma, l’ultimo intervento, lasciato all’avvocato Mimmo Conticchio, ha letteralmente rimesso le carte in tavola! ‘’Il vero giocatore d’azzardo non gioca per vincere, né per guadagnare, precisa Conticchio, bensì… per perdere e provare, così, una forte emozione’’. Il gioco d’azzardo, tuttavia, ha una sua funzione sociale e per confermare la sua tesi l’avvocato ha invitato la controparte e il sindaco Davide Carlucci, presentatore e mediatore della serata, a giocare al gioco delle tre carte. Una esibizione che ha rivelato, nell’avvocato, doti di affascinante e abile prestigiatore, che ha lasciato tutti senza fiato, sottolineando l’utilità del gioco d’azzardo quando serve a far squadra e non visto come semplice ricerca personale ed egoistica del ‘’vincere a tutti i costi’’.
In chiusura, il sindaco ha tenuto a sottolineare l’importanza di occupare le strade della città, togliendole al traffico e ridandole alla gente e soprattutto alla cultura; prossime date del Festival sono l’8 e il 20 agosto prossimi.





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