Alla Cina e ritorno. L’esportazione acquavivese verso nuovi orizzonti.

Tonino Santamaria si racconta di ritorno dalla sua prima missione per stabilire rapporti duraturi all’interno del proficuo mercato cinese.
Tonino Santamaria, fondatore di Finanza per l’Impresa (società di consulenza per il credito alle imprese), già Presidente del Cofidi Puglia dal 1998 fino al 2011, responsabile della CNA (Confederazione Nazionale Artigianato) di Acquaviva delle Fonti dal 1978. Appena rientrato dalla Cina per promuovere oltre alla moda italiana, anche l’enogastronomia, l’arte, la musica e la bellezza della Puglia. Insieme ad altri ventisette imprenditori provenienti oltre che da Acquaviva, da Roma, dalle Marche, dalla Campania e dall’Umbria come delegazione del centro sud, supportato dalla società inglese Yard Lab, nella persona di Domenico Cafarchia, Tonino ha fatto da ponte tra l’Italia e la Cina come ambasciatore dell’esportazione dell’economia made in Italy.
Ospiti di una delle iniziative della Shenzhen Schonberger Fashion Co.ltd. volte a ‘’curiosare’’ sul mercato italiano in vista di futuri sviluppi commerciali; i nostri imprenditori hanno potuto porre all’attenzione degli investitori cinesi i loro progetti da inserire nei nuovi centri commerciali in cantiere nella ormai soprannominata New York cinese. Shenzhen, infatti, ha subito un esponenziale sviluppo economico portando la popolazione da ventimila a diciassette milioni di abitanti in trent’anni divenendo, così uno dei centri nevralgici e attivi per gli scambi commerciali del sud est asiatico. La Schonberger Fashion Co. LTD è specializzata in design, marketing e distribuzione nella regione del Sud della Cina di abbigliamento Made in Italy e proveniente dal resto dell’Europa (Spagna e Francia) e dagli Stati Uniti.
All’interno dei centri commerciali che abbiamo visitato, precisa Tonino Santamaria, ci sono dei lotti dedicati ai cinque continenti tranne l’America latina, lotti contraddistinti da bandierine identificative e all’interno dei quali si muove il commercio relativo al continente in questione.
La moda è uno dei principali interessi commerciali italiani per i buyers cinesi, quali le reali opportunità per la realtà acquavivese?
Su ventotto imprese presenti, tre erano acquavivesi e, una delle tre, è già presente nel mercato dell’alta moda cinese ma su cui devo mantenere il riserbo. Oltre alla moda, però, che i cinesi vorrebbero espandere non solo come alta moda ma anche come target intermedio e più accessibile ai consumatori, personalmente sono riuscito a portare l’attenzione su un mio vecchio progetto Ambasciata di Puglia incentrato sull’apertura di ristoranti abbinati a prodotti italiani.
Quindi il progetto legato ad Acquaviva è legato al mondo dell’enogastronomia?
In realtà c’è stato modo di portare in ballo, all’interno di un loro progetto chiamato ‘’La Viva’’, la sorgente d’acqua, ancora inattiva, presente ad Acquaviva. I cinesi hanno necessità di tecnologie all’avanguardia per sanificare l’acqua, altamente inquinante. Così ho pensato di proporre una trattativa che, partendo dalla sorgente d’acqua, aprirebbe sbocchi per le sette progettualità ad essa collegate.
Può anticiparci qualcosa in merito?
I processi delle trattative commerciali con i cinesi sono molto lenti, nonostante la vitalità della loro economia. Non prescindono mai da relazioni di fiducia ed amicizia personale. I manager cinesi vogliono garantirsi rapporti di assoluta affidabilità e noi stiamo cercando di costruirli. Abbiamo sottoscritto una lettera d’intenti per cui attendiamo risposta. Posso solo anticipare che a fine mese una delegazione cinese sarà in Puglia e ad Acquaviva. Cercheremo quindi di restituire la cordialità e ottima accoglienza, oltre a cercare di farli innamorare della nostra terra.
Quali altri sbocchi crede possano esserci sul mercato del Sol levante, ha notato bisogni particolari e esigenze che l’imprenditoria italiana potrebbe soddisfare?
I cinesi hanno investito molto nel fotovoltaico e necessitano, ora, di imprese specializzate nello smaltimento del silicio e questo penso sia uno dei tanti fronti da esplorare per stringere rapporti duraturi con un continente molto attento all’ambiente visto l’alto tasso di industrializzazione presente.
Quindi questa Sua prima missione cinese può dirsi alquanto propositiva. Cosa porta con sé dalla Cina oltre alla soddisfazione personale?
Porto senz’altro con me una lezione di vita che vede come protagonisti grandi imprenditori cinesi che ci hanno ospitato con grande umiltà e offrendoci ogni comfort trattandoci come delle autorità. Ci hanno mostrato le loro bellezze e deliziati con la loro cucina, oltre a dedicare a future e già consolidate realtà commerciali legate al mercato italiano, uffici dove potremmo insediarci per gestire logisticamente i progetti presentati.





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