Contorni/Outlines, l’identità del paesaggio metropolitano

Il Concorso fotografico voluto dalla Città Metropolitana e "Cuore della Puglia" per raccontare con le immagini la ricchezza del paesaggio e dei patrimoni della terra di Bari.
“Contorni/Outlines identità del paesaggio metropolitano” è il titolo del concorso fotografico che sarà presentato lunedì prossimo, 6 luglio, alle ore 11, nella Sala Giunta del Palazzo della ex Provincia di Bari.
Oggetto del concorso è, appunto, la Città Metropolitana di Bari che sarà raccontata attraverso il potere immaginifico della fotografia. L’eterogeneità del suo paesaggio, la ricchezza del patrimonio culturale, la multiformità del contesto sociale e la prosperità della terra verranno descritte da un’antologia di scatti fotografici accuratamente selezionali. Il concorso inoltre sarà esteso ai comuni che, pur non facendo parte della Città Metropolitana di Bari, aderiscono all’associazione “Cuore della Puglia”.
Si tratta di un’iniziativa di valorizzazione e conoscenza del nostro territorio, finalizzata alla raccolta di materiale fotografico inedito dei comuni che costituiscono la Città Metropolitana di Bari e l’associazione “Cuore della Puglia”. Le fotografie saranno pubblicate ed esposte con lo scopo di raccontare l’identità del paesaggio metropolitano sconfinando anche nella descrizione di altri comuni pugliesi le cui peculiarità arricchiscono il racconto della nostra terra.
Il progetto sarà coordinato da Uliano Lucas, uno dei più celebri fotografi e fotoreporter italiani.
Parteciperanno alla conferenza stampa: il sindaco metropolitano Antonio Decaro, il consigliere delegato ai Beni Culturali, Francesca Pietroforte, il presidente di “Cuore della Puglia”, Davide Carlucci, la presidente dell’associazione culturale Recherche, Maruzza Capaldi, il fotografo e coordinatore del concorso Uliano Lucas.
“Un albero di ulivo in campagna. Dove? Tra Terlizzi e Bitonto. O tra Corato e Andria, Sannicandro e Bitritto. Nella Città Metropolitana di Bari o nella Provincia Bat. In Puglia. Nel Gal Conca Barese o Sud Est Barese. Nel “Cuore della Puglia”. In Italia, in Europa, nel Mediterraneo. Possiamo dare mille localizzazioni allo stesso albero, soprattutto se poi è un ulivo secolare. Che può essere stato, nei secoli, una pianta nella campagna del Catapanato bizantino, dell’Emirato Arabo che resse Bari tra l’847 e l’871, o dei Templari e dei Cavalieri di Malta che si alternano nel controllo del feudo di Maruggio. Oppure, può aver germogliato nei possedimenti degli albanesi Castriota Scanderbeg, a cui gli Aragona di Napoli affidarono Galatina, o nella Repubblica Partenopea proclamata ad Acquaviva delle Fonti e ad Altamura nel 1799, con l’arrivo dei francesi. Quel nodoso e sinuoso ulivo può aver abitato le terre di Sammichele quando il portoghese di origini ebree Michele Vaaz, conte di Mola di Bari, vi fece insediare una colonia di agricoltori serbi ortodossi. Oppure era tra le proprietà censite in qualche documento della Contea di Conversano, che si estendeva a Casamassima e Turi, allungandosi nelle Murge meridionali fino alle masserie di Noci.
In silenzio, nell’avvicendarsi della notte e del giorno, le specie vegetali che popolano la meravigliosa campagna pugliese hanno assistito alle mille giurisdizioni che noi uomini ci inventiamo per localizzare la natura, per dire a chi appartiene, chi ne è il padrone o a chi bisogna pagare le tasse. Ma la terra, come il mare di Pino Daniele, sta sempre lì. E alla base del progetto “Contorni/Outlines identità del paesaggio metropolitano”, c’è l’idea, promossa da due nuove aggregazioni geografiche – un Ente istituzionale come la Città Metropolitana e un’associazione di Comuni come Cuore della Puglia – di far parlare ancora i frutti di quella della terra e tutto ciò che le è stato costruito intorno nei secoli: i suoi castelli, i palazzi ducali, marchesali, baronali, come quelli che si trovano a Bitetto, a Santeramo o a Turi, le cassarmoniche e le basiliche, le case nella roccia a picco sul mare di Polignano o le tredici chiese rupestri nelle colline di Ginosa, le persiane e le case dai colori tenui intorno al porto di Molfetta e i vicoli odorosi di alga di Bisceglie.
Le comunità che abitano questi luoghi stanno provando ora a mettersi insieme per raccontare i loro tesori al mondo, dopo che per secoli altri popoli hanno parlato di loro. Descriversi vuol dire dare un segno alla natura e al patrimonio materiale e immateriale che costituisce i nostri abitati, provando ogni volta, in modo diverso, a ripetere il gioco dell’autonominarsi. Chi siamo? Siamo stati peuceti, greci, romani, arabi, normanni, spagnoli, francesi, ora siamo pugliesi in mille modi diversi: della “Città Metropolitana di Bari” o del “Cuore della Puglia”, a seconda del gioco che vogliamo giocare. Se vogliamo fare squadra intorno a una città, convergendo verso il suo mare e trascinandola nel più profondo entroterra, o se vogliamo ridefinire i contorni di un territorio in virtù del paniere che esso esprime, un cesto ideale dove trovano spazio antichi vitigni e ricercate mandorle, grandiose cipolle e chicchi d’uva dorati, carote variopinte e cicorie puntarelle. Con l’aiuto di Uliano Lucas, grande fotografo di popoli e di migrazioni, di conflitti sociali e di epocali trasformazioni, abbiamo deciso di chiedere agli abitanti della nostra terra di provare, con le immagini, a raccontarla, e a raccontare se stessi, uomini e donne sospesi tra la bellezza dei luoghi e le contraddizioni dell’oggi, tra un’agricoltura che cerca di salvare i paesi e le città dalla sparizione e l’indistinto globale del mercato che invade ancora una volta i nostri uliveti, come tanti altri dominatori hanno fatto in passato”. (Davide Carlucci)





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