Claudio Solazzo: “Basta fumo!”

La Redazione

Il consigliere di opposizione contro il primo cittadino, definito "sindaco sceriffo", colpevole di confondere il suo ruolo istituzionale con quello di "show man".

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“L’amministrazione acquavivese continua ad essere alla spasmodica ricerca di visibilità, prendendo in giro l’intelligenza dei cittadini“. Ad affermarlo è Claudio Solazzo, consigliere comunale di minoranza, in una nota inviata in redazione. Oggetto dell’attacco è il sindaco, Davide Carlucci, reo di aver “completamente confuso il ruolo istituzionale di Sindaco, per il quale due anni fa è stato votato, con quello di show man a caccia di un pubblico festante“.

Lo scorso 5 giugno l’Amministrazione Comunale, assieme all’associazione Libera e agli alunni e insegnanti del secondo circolo didattico “Collodi”, ha organizzato la “Giornata della legalità”. All’interno di questo evento sono state simbolicamente consegnate ad una cooperativa locale le chiavi di un immobile sequestrato alla mafia ed è stato possibile visitarne un secondo in Via Pepe.

Per Solazzo si è trattato solo di propaganda, con il primo cittadino che tentava di “farsi passare per un Sindaco-Sceriffo (forse in un maldestro tentativo di imitare l’amico Emiliano) che combatte la mafia sul campo, quando avrebbe semplicemente dovuto assegnare i locali da altri confiscati alla malavita organizzata ad associazioni del territorio che operano nel sociale.

Tutta questa volontà di celebrare l’apertura dei suddetti locali in pompa magna e con tanto di fotografi al seguito pronti a inondare i social network di messaggi trionfanti ci appare come una mancanza di rispetto nei confronti di chi, in silenzio, combatte davvero la mafia, sequestra davvero immobili e beni ai clan e non certo si diverte a mettere fotografie da sceriffo su Facebook.

È una presa in giro nei confronti dell’intelligenza della popolazione che attende l’inaugurazione – quella sì in pompa magna! – di alloggi popolari ultimati da anni e abbandonati al trascorrere del tempo, senza che le famiglie bisognose possano usufruirne, perché non si è nemmeno in grado di redigere una graduatoria corretta.
Semplicemente –
conclude Solazzo – si preferisce continuare imperterriti a vendere fumo. #BastaFumo!”

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